Severino alle donne: denunciate le violenze subìte

'E'' l''appello che la ministra della Giustizia, nel corso di un''intervista a Tgcom24, ha rivolto alle vittime di violenza domestica. "Si vergogni chi la violenza la fa". Intanto è polemica sui tagli della ministra Fornero'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 25 luglio 2012
'Roma, 25 lug - "[b]Bisogna spezzare il cerchio che vede le donne morire [/b]nel silenzio e nella disperazione. Le donne devono parlare e confidarsi, non bisogna vergognarsi", perché "deve vergognarsi chi la violenza la fa". E'' l''appello che la ministra della Giustizia, Paola Severino, nel corso di un''intervista a Tgcom24, ha voluto rivolgere alle donne vittime di violenza. "Dal punto di vista razionale - ha sostenuto la ministra - quello che poteva essere fatto, attraverso la legge è stato fatto. La nostra legge [i]anti stalking, [/i]varata da pochi anni, è molto efficace. Il problema sociologico ed emotivo è quello della prevenzione. Come si fa ad aiutare una donna quotidianamente colpita dal padre o dal marito, quando questa spesso ha vergogna di denunciare il fatto? Qui soccorrono una serie di associazioni che sono molto attive, come ad esempio il Telefono rosa". Da qui l''appello della ministra alle donne a non aver paura di denunciare. "Voglio lanciare un appello: le donne - ha proseguito la Guardasigilli - devono parlare, non bisogna vergognarsi, si deve vergognare chi la violenza la fa. Le donne devono parlare e confidarsi. Bisogna spezzare il cerchio - ha concluso - che vede le donne morire nel silenzio e nella disperazione".


Intanto[b] è polemica sulla audizione che oggi la ministra del Lavoro [/b]con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero, ha tenuto oggi in Commissione affari sociali della Camera. "Su temi come quello della violenza sulle donne non credo all''azione dirompente, servono passi costanti e continui. Dobbiamo fare un percorso, che e'' gia'' cominciato, non siamo all''anno zero in Italia in questo ambito - ha detto la responsabile del dicastero -. Si tratta di non perdere di vista l''obiettivo, che e'' quello di affermare i diritti delle persone, uomini o donne che siano". Secondo Fornero "bisogna che l''attenzione non venga meno, che non ci sia tolleranza ne'' ammiccamento, che cambi il nostro modo di pensare". "Le risorse sono poche, si stanno restringendo per tutte le politiche di assistenza alle persone e percio'' dobbiamo aumentare le sinergie" ha spiegato.


La ministra ha quindi illustrato quanto fatto dal Dicastero per le Pari Opportunita'' nel contrasto alla violenza sulle donne, dal [b]primo Piano nazionale al sostegno ai centri antiviolenza[/b] e alle case rifugio per le vittime. In particolare, Fornero ha citato i tre avvisi pubblici, uno da 3 milioni di euro per costruire e potenziare le reti antiviolenza locali; un secondo da 10 milioni direttamente ai centri antiviolenza e al numero verde 1522, che finora - ha reso noto - ha dato assistenza a 80 mila vittime, il 10% delle quali straniere; il terzo bando da 1,7 milioni di euro per la formazione delle operatrici e degli operatori dei centri, delle forze dell''ordine e della rappresentanza legale. gli avvocati. "Occorre lavorare - ha conluso la ministra - sull'' utilizzo dell''immagine femminile nella pubblicita'', un tema delicato nel nostro Paese. Bisogna essere inflessibili rispetto a certe immagini offensive: la comunicazione commerciale usa spesso il corpo della donna trattandola come mero oggetto del desiderio maschile".



Dati e riflessioni che però [b]non hanno convinto le deputate Delia Murer, Luisa Bossa e Margherita Miotto, tutte del Pd.[/b] Afferma la prima: "Sulla violenza di genere vogliamo dal Governo atti concreti e impegni precisi mentre dalla ministra sono arrivate risposte interlocutorie. Fornero ci ha fatto l''elenco dei progetti gia'' avviati dal precedente esecutivo ma non ci ha detto come e se finanziera'' per il futuro la rete di servizi territoriali. I fondi contro la violenza e tutti quelli del sociale, da anni, vengono sistematicamente decurtati. I servizi si reggono spesso solo sull''autofinanziamento delle associazioni e su sporadici contributi degli enti locali, anche loro segnati dal patto di stabilita'' e dai tagli. Parliamo di un sistema che a volte puo'' salvare vite umane: donne sottoposte a minacce che, senza una rete di servizi, non riescono a sottrarsi ai loro aguzzini''''. ''''La ministra - ha detto ancora Murer - ci ha parlato della violenza di genere come questione culturale. E'' giusto ma servono anche politiche, servizi e finanziamenti. Su questo non abbiamo avuto risposta. A questo punto chiediamo al Governo due impegni precisi. Il primo e'' la ratifica della Convenzione europea per la prevenzione e la lotta alla violenza sulle donne, approvata a Istanbul l''11 maggio 2011 e gia'' ratificata da 18 Stati. Il testo indica una serie di misure che gli Stati devono adottare per prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire gli autori dei reati. Il secondo e'' il rifinanziamento del Fondo contro la violenza di genere e dei Fondi per il sociale".


"Il Governo da una parte dice di sostenere iniziative e progetti per le pari opportunità e dall''altra [b]revoca i bandi per la concessione dei contributi [/b]e dei finanziamenti per gli stessi progetti", ha invece denunciato Bossa, componente della Commissione affari sociali. "Abbiamo sentito dalla ministra discorsi importanti e condivisibili sulla violenza di genere, sulla sua matrice culturale. Poi, però, andando nello specifico, troviamo troppe contraddizioni. Una di queste è l''avviso, pubblicato sul sito del Ministero per le Pari opportunità, con cui è stato revocato il Bando per la concessione di contributi finalizzati alla promozione delle pari opportunità e dei diritti delle persone. Erano finanziamenti - ha concluso la parlamentare - attesi da molte operatrici e operatori, e da associazioni territoriali che tengono aperte iniziative e servizi senza alcun aiuto. La scadenza era fissata al 15 agosto e il bando viene revocato per ragioni economiche. Mi sembra una clamorosa contraddizione".


"Passano i mesi dalla[b] promessa del governo di firmare la Convenzione europea[/b] per la prevenzione e la lotta alla violenza sulle donne e i fatti di violenza purtroppo continuano ad essere all''ordine del giorno. Non c''è nessun motivo plausibile per non sottoscrivere la Convenzione, l''Italia non può essere tra i paesi piu'' arretrati in Europa nel contrasto della piaga sociale rappresentata dai sempre più frequenti episodi di violenza contro le donne", ha invece affermato Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera. "Ci aspettiamo adesso una risposta concreta da parte della ministra Fornero, mentre ci appelliamo agli altri ministri competenti, Terzi e Moavero, perché si attivino quanto prima per porre fine a questa situazione incresciosa per il nostro Paese".

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