Tunisia, vincono le donne. Con gli stessi diritti degli uomini

'La commissione mista dell''Assemblea costituente ha sancito l''eguaglianza tra uomo e donna, anche in campo professionale. '

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 25 settembre 2012
'Tunisi, 25 set- Una semplice parola, inserita nel testo di quella che dovrebbe essere la bozza della nuova Costituzione, e la condizione della donna tunisina sarebbe stata ricacciata indietro, in un istante, di mezzo secolo. La parola e'' [i]complementarietà[/i] e a volerla erano stati gli esponenti piu'' duri (che poi si sono tirati dietro tutti gli altri, anche i cosiddetti moderati, donne comprese) di Ennadha e di altri partiti ultraconservatori che, in questo modo, avrebbero sancito che la donna in Tunisia non e'' un soggetto sociale a se stante, con i medesimi diritti dell''uomo, ma qualcosa in meno ed in peggio: un soggetto, appunto, complementare, che da solo non e'' nulla, ma che ha bisogno di un uomo per non restare incompiuto.



Un tentativo che e'' stato sventato - molto faticosamente, vista la pervicacia che ha animato i sostenitori della complementarietà al femminile - perche'' la commissione mista dell''Assemblea costituente che si occupa di temi sociali, come appunto quello del ruolo della donna, ha fatto un passo indietro, nel senso che [b]ha sancito l''eguaglianza tra uomo e donna[/b], anche in campo professionale.



Contro questa modifica le donne tunisine sono scese in strada, e con loro anche moltissimi uomini, espressione di quella larga parte della popolazione che ancora difende strenuamente la laicita'' dello Stato, obiettivamente alle corde sotto i colpi di maglio del [b]partito confessionale Ennahdha[/b], scatenato alla conquista del potere. Hanno protestato coraggiosamente, perche'' ci vuole un enorme coraggio a sfidare, faccia a faccia, gli integralisti salafiti che ormai hanno monopolizzato le piazze e non esitano a passare a vie di fatto, quando non ti minacciano di venirti a prendere a casa. Sono andate in strada per difendere una condizione conquistata negli anni dell''Indipendenza e che ora le strategie parlamentari degli strati piu'' conservatori della societa'' tunisina cercavano di rubare loro. Ma alla fine questa battaglia e'' stata vinta e le donne tunisine, le ragazze che, a modo loro, hanno fatto la [i]rivoluzione[/i], sono riuscite a reimpossessarsi di un ruolo che qualcuno voleva marginalizzare, forse anche neutralizzare.



[b]Dal 1956 la Tunisia, primo Paese arabo al mondo[/b], si e'' data una legge di genere che ha equiparato il ruolo dell''uomo e della donna, segnando il primo passo di una lunghissima strada che, oggi, ha portato la condizione femminile a livelli [i]occidentali[/i]. Certo sulla carta, perche'' alla legge scritta spesso non corrispondono i comportamenti dentro le famiglie. Ad esempio viene ancora difeso con pervicacia il matrimonio [i]cotumier[/i], che non prende cioe'' in considerazione la volonta'' di una ragazza se i suoi genitori e quelli del futuro sposo - che spesso lei non conosce nemmeno - trovano un accordo. E non solo nelle famiglie di basso ceto, perche'' certe abitudini restano anche nelle case piu'' ricche.

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