Quote rose, ok in commissione al Senato. Ora in aula

Il ddl prevede la decadenza delle liste elettorali dei Comuni sopra i quindicimila abitanti che non rispettino la rappresentanza di genere.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 4 ottobre 2012
'Roma, 3 ott - Primo via libera bipartisan in commissione al Senato alla legge in materia di rappresentanza di genere negli organi regionali e locali che, fra l''altro, prevede la decadenza delle liste elettorali dei Comuni sopra i quindicimila abitanti che non rispettino le ''quote rosa''. Le quali dovranno essere garantite anche dai mezzi di informazione in campagna elettorale con una sorta di ''par condicio'' fra gli spazi di propaganda elettorali riservati a donne e uomini. Il testo approvato dalla commissione modifica quello già approvato dalla Camera dove dunque dovrà ritornare.



"Il risultato raggiunto nella prima Commissione - ha sottolineato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato - è una buona notizia. Anche se noi avremmo preferito licenziare al più presto il testo approvato dalla Camera, per accelerare l''iter e avere subito una legge, si tratta comunque di un risultato che impone una riflessione anche in sede di discussione sulla legge elettorale. A causa di molte resistenze - ha proseguito Anna Finocchiaro - abbiamo accettato il compromesso di approvare due emendamenti al progetto di legge proveniente dalla Camera. Ora ci auguriamo che l''Aula del Senato approvi in fretta il disegno di legge e che questa nuova legge possa essere utile già per le prossime amministrative. L''innovazione è di tutta rilevanza e imporrà il tema di un''equa rappresentanza di genere anche nelle aule parlamentari".



"Giudichiamo positiva - ha commenato per Idv il capogruppo in Commissione Affari Costituzionali Pancho Pardi - l''approvazione del disegno di legge per la rappresentanza di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali, battaglia che ha visto l''Italia dei Valori in prima fila con l''impegno diretto della senatrice Giuliana Carlino. Si tratta di un provvedimento che ci lascia comunque perplessi, dal momento che i nostri emendamenti erano finalizzati ad avere un''effettiva parità, 50 e 50, mentre nel testo approvato si parla di quote. Ci auguriamo che questa sia una buona base di partenza per una futura parità meglio calibrata che metterebbe l''Italia al passo con l''Europa". Quanto a Fli, il nuovo testo rappresenta "un altro importante tassello - ha afermato la coordinatrice delle donne Maria Ida Gerrmontani- da inserire nella cornice che contiene le politiche per le pari opportunita''. Ora, bisogna intervenire anche su altri fronti che vanno dai servizi per l''infanzia, in modo da favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e consentire alle donne, anche alle professioniste, di non interrompere la carriera, alle misure per sostenere le imprenditrici, tra le quali ha la priorità la rimozione degli ostacoli che le donne ancora incontrano, rispetto agli uomini, nell''accesso al credito". '