Donne arabe dal web chiamano alla lotta

Dopo la creazione di una pagina Facebook, un torrente di consensi ha travolto le organizzatrici. Uguaglianza e pari dignità: in pochi giorni adesioni arrivate a quota 40 mila.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 13 ottobre 2012
'Roma, 12 ott - Si chiamano Yasmina e Nur, Dalia e Asma, Hana e Zadra, e ci mettono la faccia. Sono solo alcune delle migliaia di donne che stanno aderendo con ritmo sempre piu'' incalzante alla campagna lanciata sul web il primo ottobre con il titolo ''''The uprising of women in the Arab world'''' per l''uguaglianza e la pari dignita'' nei paesi arabi.



Da quando l''attivista Diala Haidar (libanese) e le sue compagne Yalda Younes (libanese), Farah Barqawi (palestinese) e Sally Zohney (egiziana) hanno creato una pagina Facebook perche'' tutte le donne interessate potessero esprimere solidarieta'' e condivisione, un tumultuoso torrente di consensi ha quasi travolto le organizzatrici. In pochi giorni le adesioni sono arrivate quasi a quota 40 mila e continuano a crescere.



L''impressione e'' che l''iniziativa e le adesioni siano nate soprattutto dal timore che, accantonate le primavere arabe, i nuovi governi sorti dopo le cacciate dei dittatori, dissipassero in breve i contenuti di democrazia e uguaglianza che avevano riempito le piazze. Le donne sono scese nelle strade del Cairo e di Tunisi, a Beirut e a Sanaa, a Gaza e ad Algeri insieme con i loro compagni, mariti, fratelli, spesso brutalmente picchiate proprio come gli uomini. E il terrore ora e'' che sia in atto un colpo di coda intransigente e acido contro quell''universo femminile che finora non si e'' dotato di voce e peso propri. E se poi si guarda a cio'' che continua ad accadere in Paesi come la Tunisia e l''Egitto si possono comprendere questi timori: il mese scorso a Tunisi una ragazza che era stata violentata da due poliziotti si e'' vista accusare di ''comportamente indecente''. In Egitto le frange piu'' integraliste stanno proponendo di inserire nella nuova costituzione norme come il matrimonio per le bambine, la legalizzazione delle mutilazioni genitali, l''attacco ai diritti delle donne soprattutto nei settori lavorativi e dell''istruzione.



Ecco allora che dalle piazze reali le organizzatrici della protesta hanno portato le donne nella piazza virtuale, perche’ si esprimessero e mostrassero sul web quello che non possono mostrare nella societa'' e rispondessero al perche'' si schierano con la ''''Rivolta delle donne del mondo arabo''''.



Un elenco interminabile di ''Mi piace'' ha allora occupato il sito, ragazze giovani e sorridenti, donne meno giovani talvolta con il velo, ma tutte con gli occhi ben diritti in quelli che le osservano. Senza nascondersi, ma anzi mettendoci la faccia, inalberando cartelli e lasciando pensieri e opinioni. A valanga i post (anche di molti uomini, uno di loro si nasconde perche'' dice di vergognarsi) chiedono voce per le donne, uguaglianza, rifiutano le imposizioni, il velo, restare indietro, nell''ombra. In arabo, ma anche in inglese e francese, le ragazze scrivono: ''''Rifiuto l''idea di dover dire se sono o meno vergine prima di sposarmi...''''; ''''Basta con gli uomini con la mentalita'' dell''eta'' della pietra...''''; ''''Le donne sono fatte per essere amate, non usate; le donne sono fatte per essere coccolate, non abusate, le violenze sessuali devono essere punite, non scusate...''''.



Tutto questo, afferma Haidar, ci fa ben sperare perche'' ''''si rafforzi la Dichiarazione Universale per i diritti umani e la Convenzione per l''eliminazione di ogni forma di discriminazione delle donne (Cedaw)'''', e si affida ad uno degli slogan della campagna: ''''Dobbiamo continuare la rivoluzione per eliminare lo sciovinismo maschile che trasforma ogni uomo in un dittatore nei confronti di sua moglie, sua figlia, sua sorella e persino di sua madre''''.'