'Le leggi delle donne che hanno cambiato l''Italia'

Il libro della Ediesse che raccoglie la normativa che ha cambiato la vita delle donne e l’assetto economico, sociale e culturale del nostro Paese.

Stop violenza

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Redazione 24 settembre 2013
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Esce in questi giorni nelle librerie il volume curato dalla Fondazione Nilde Iotti: "Le leggi delle donne che hanno cambiato l''Italia" (Ed. Ediesse, pp. 240, 14 euro). Si tratta di uno strumento inedito che dà la possibilità di conoscere quali sono le leggi che hanno avuto come protagoniste le donne e che hanno cambiato profondamente il nostro Paese. Il libro illustra quando ciascuna legge è stata presentata e da chi, com’è stata approvata, e il suo contenuto. Inoltre il volume contiene una serie di approfondimenti tematici relativi a grandi questioni dell''agenda politica attuale.



In buona sostanza, se non ci fossero state le donne in questa nostra Repubblica, se non ci fossero state le loro tenaci battaglie di emancipazione e liberazione - condotte attraverso un intreccio fecondo di iniziative delle associazioni, dei movimenti, dei partiti, delle istituzioni - l’Italia sarebbe oggi un Paese molto più arretrato e molti articoli della Costituzione non sarebbero stati applicati. Questo debito che l’Italia ha nei confronti delle donne lo racconta in modo inedito questo libro scritto e curato dalle volontarie della Fondazione Nilde Iotti. Lo fa illustrando in modo rigoroso e semplice le tappe e i contenuti delle conquiste legislative - dall’inizio della Repubblica alla conclusione dell’ultima legislatura – che hanno cambiato la vita delle donne e l’assetto economico, sociale e culturale del nostro Paese.



Per capire quanto complesso sia stato il percorso che abbiamo alle spalle è importante ricordare alcune date: nel 1963 le donne possono finalmente accedere alla magistratura; dal 1968 l’adulterio femminile non è più considerato reato; dal 1970 è possibile divorziare; dal 1975 esiste parità tra i coniugi nel diritto di famiglia; nel 1978 viene approvata la legge sull’aborto e nel 1981 il “delitto d’onore” non è più riconosciuto nel diritto penale. Solo dal 1996 la violenza sessuale è reato contro la persona e non contro la moralità pubblica e il buoncostume. E solo nel 2012 si è completata la piena parità giuridica tra figli nati dentro e fuori del matrimonio. E resta ancora molto da fare, per esempio l’accorciamento da tre a un anno del periodo di separazione legale necessario per ottenere il divorzio.



Molte e autorevoli le autrici del libro (che può anche essere ordinato on line all’Ediesse): Daniela Carrà, Tiziana Casareggio, Eleonora Cicconi, Marina Costa, Silvia Costa, Paola Gaiotti De Biase, Vanda Giuliano, Donata Gottardi, Rosa Jervolino Russo, Grazia Labate, Marisa Malagoli Togliatti, Claudia Mancina, Francesca Marinaro, Elena Marinucci, Vaifra Palanca, Rita Palanza, Daniela Piccione, Francesca Russo, Alessandra Tazza e Livia Turco, che dalla Fondazione Nilde Iotti è la presidente e che annota tra l’altro nell’introduzione come “un filo rosso attraversa le leggi volute dalle donne: la promozione della dignità della persona umana attraverso l’inclusione sociale, l’inserimento nel lavoro, la lotta alle discriminazioni, la valorizzazione dei legami familiari, la promozione della parità e il riconoscimento della differenza femminile”. (Alice Frei)

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