'Non c''è da dibattere sul femminicidio'

Contro il razzismo, la pedofilia, il nazismo e il femminicidio: non c’è nessuna pluralità di opinione possibile su questi valori. Di [Tania Passa]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 25 ottobre 2012


Non c’è dibattito sul femminicidio e non ci può essere con chi lo nega, ci sono valori come essere contro il razzismo, contro la pedofilia, essere contro il nazismo e il fascismo, essere contro il femminicidio che in questa nazione sono fondamentali.


Non c’è nessuna pluralità di opinione che possa giustificare il sacrificio di tali valori, soprattutto per il giornalismo. Purtroppo in Italia i valori non vengono prima delle opinioni, questo è il Paese in cui molti giornalisti e direttori egocentrici stanno distruggendo anche l’ultima briciola di civiltà e coscienza per far posto a un cinismo che mette spavento. E’ il caso oggi di Peter Gomez e il sito de il fatto quotidiano che normalmente reclama alti valori costituzionali, purtroppo come diceva Hegel il demonio cova nei dettagli , e stavolta i dettagli sono pesanti.
Sul sito del fatto quotidiano è comparso un post sessista contro il femminicidio che a detta del blogger sarebbe un’invenzione mediatica. Lo stesso sito dove scrivono la Zanardo e altre che provano a difenderle le donne. Come si fa a considerare più opinioni sui valori? E’ come se uno mettesse un post di Messina denaro e poi di Borsellino. Non è pluralità, ma rendere opinabile la mafia. “Salga a bordo cazzo direttore!”.


In Italia si paga con la vita il cinismo degli uomini . Non ha tremato il direttore davanti a quelle righe infamanti, non ha sentito neanche un rigurgito di giustizia pubblicando quel post. Ho bisogno di indignarmi ancora contro il cinismo maschilista che con leggerezza considera lecito avallare l’odio sessista , non lo si può scambiare per opinione .


Caro direttore purtroppo il mondo non lo cambia un’opinione , ma il buon esempio e lei oggi non lo ha cambiato, anzi lo ha peggiorato. Oggi con la sua azione ci ha comunicato che si può avere un dibattito sulla piaga sociale del femminicidio fino a negarlo. Deve sapere che io so , so tutto, non ho le prove ma so chi sono i mandanti morali di tutti quegli omicidi: sono i tanti misogini come lei che messi nei posti di potere dell’informazione italiana possono influire sull’informazione del Paese, formare valori e disvalori fino a rendere opinabile e leggero ammazzare una donna.


Provo vergogna per tutti voi per colpe che non potrete vedere mai a causa di una mediocrità sessista.


IO però so tutto non ho le prove, ma lo so e voglio urlarlo a nome di Carmela e le altre 99 che in 10 mesi sono state già ammazzate.