Sicilia, il voto delle donne

Tradite dal mancato rispetto della legge regionale che impone il 50/50, le siciliane hanno comunque candidate in gamba da scegliere. Di [Elisa Di Salvatore]

Stop violenza

Stop violenza

Redazione 26 ottobre 2012
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Questa settimana che va a concludersi è stata, è e potrà essere marcata nel segno delle donne. A Strasburgo il Parlamento Europeo ha respinto la nomina di Mersch alla BCE come ennesimo uomo di un board, tutto maschile che richiederebbe invece una candidatura femminile per garantire un riequilibrio di genere che il Presidente dell’Unione Rompuy avrebbe preferito procrastinare in un prossimo futuro.


Non è più accettabile rinviare oltre la rappresentanza politica delle donne!
E’ quanto avvenuto in Italia che per la prima volta vedrà accedere alla corsa per la Premiership una donna, Laura Puppato. La outsider che senza struttura, apparati o sponsor economici ha affrontato le fatiche di Ercole, nel totale oscuramento di tutti i media, per dribblare le innumerevoli trappole burocratiche che le si sono parate davanti. L’aliena che ha osato infrangere le fin troppo consolidate pratiche, non facendosi proporre, candidare e appoggiare da un uomo. Laura in modo innovativo ha scelto di trovare l’appoggio direttamente nel consenso di tante donne e uomini che, profondamente delusi, vogliono cambiare il modo asfittico e logoro di far politica e ritrovare coinvolgimento ed energia nel rapporto diretto con la candidata e nella condivisione degli obiettivi. Grazie alla forza del web, tutte e tutti insieme hanno reso possibile raccogliere le 20.0000 firme necessarie per partecipare alla corsa. Un risultato inaspettato e, contro ogni previsione, ce l’ha fatta!


Anche in Sicilia le donne, se vogliono, possono fare la differenza. Domenica 28 ottobre si voterà per il Presidente e i/le componenti dell’Assemblea Siciliana. Un appuntamento elettorale cruciale per i futuri assetti politici nazionali e per misurare il tasso di antipolitica con i consensi che Grillo e i grillini sapranno catturare.


I media presi più a raccontare le gesta muscolar-natatorie di Grillo e tutti i rimescolamenti in corso fra i gruppi derivati dall’implosione del PdL e i nuovi alleati del PD, hanno mancato di denunciare come è avvenuta la composizione delle liste. La Legge elettorale Siciliana del 2004 al comma 8 dell’art. 1bis recita: “Tutti i candidati di ogni lista regionale, dopo il capolista, devono essere inseriti nell''ordine di lista secondo un criterio di alternanza fra uomini e donne”. Le liste devono cioè contenere il 50% di donne e 50% di uomini.


Purtroppo la norma non è stata rispettata, scorrendo tutte le liste la presenza delle candidate oscilla fra un 20-25% e il 33%. Una classe politica, incapace di rispettare le leggi che si da, che tradisce gli accordi assunti con l’elettorato, la stessa che nella formazione di 87 uomini e 3 donne ha bocciato, con accordi trasversali, l’emendamento sulla doppia preferenza deve essere sostituita perché rivela come in Sicilia la politica va avanti e si fa nella quasi assenza delle donne, delle loro intelligenze, capacità e punto di vista.

Non è più tol-le-ra-bi-le!


Il 13 febbraio moltissime donne siciliane scesero in piazza, ma oggi quell’urlo di indignazione deve e può divenire agire politico: bisogna mandare a casa quei politici, semplicemente non votandoli più. Le donne hanno a disposizione il potente strumento democratico del”voto” e possono usarlo per imprimere la svolta che popoli di numerosissime donne le tetre stanze di Palazzo D’Orleans e fare della Sicilia il Laboratorio politico di un autentico rinnovamento che sconfessi sondaggi e previsioni. Come è accaduto a Milano con Pisapia e con le tante donne elette in Consiglio o con i referendum affollatissimi della passata primavera.


Sono molte le donne in gamba e capaci candidate in queste elezioni siciliane: c’è Marika Cirone Di Marco, con una vita spesa nelle battaglie per le donne,non ultima la recente legge per contrastare la violenza contro le donne, c’è Mariella Maggio e Giovanna Marano reclutate dalla Cgil, con alle spalle un intenso impegno nel modo del lavoro e tante altre che attendono di essere votate da tantissime altre donne.
Yes, You Can.

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