Agli ostinati del maschile a tutti i costi...

'C''è chi si intestardisce ancora a dare nomi maschili a identità femminili, con grave imbarazzo per la grammatica, per la logica e pure per il senso del ridicolo. Così occorre perseverare nel ribadire la forma corretta. '

globalist syndication

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Redazione 1 gennaio 2017
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Qualcuno e anche qualcuna (ahinoi) si intestardisce ancora a dare nomi maschili a identità femminili, con grave imbarazzo per la grammatica, per la logica e pure per il senso del ridicolo. Così occorre perseverare nel ribadire la forma corretta. E segnalare gli interventi di soccorso più interessanti. Esemplare il botta e risposta fra un colto diplomatico, che sino all''ultimo dell''anno ha tenuto una seguitissima rubrica di divulgazione sul Corriere della Sera, e un suo altrettanto colto lettore. Sergio Romano versus Claudio Villa da Vanzago (Mi). Riporto, con postilla.


Titolo: Scelta di genere - Professioni al femminile.


Lettera di Claudio Villa: "Per la cronaca già nel 1825 (dicasi: 191 anni fa!) l''abate Francesco d''Alberti di Villanova nel Dizionario Universale Critico Enciclopedico della Lingua Italiana (seconda edizione, e prima milanese, in 6 tomi) citava i seguenti termini femminili: assessora (p. 317 tomo I), avvocata (p. 372 tomo I), consigliera (p. 215, tomo II), deputata (p. 406, tomo II), ingegnera (p. 621, tomo III), medica (p. 257, tomo IV), ministra (p. 318, tomo IV), sindaca (p. 280, tomo VI)."


Risposta di Sergio Romano: "Confesso di avere qualche difficoltà a usare il femminile di parole maschili che avevano finito per designare una professione indipendentemente dal sesso della persona che la esercitava. Ma la scelta in ultima analisi spetta alle donne, tocca loro decidere se vogliono essere ministra o ministro, ingegnera o ingegnere. Le ricordo che Susanna Agnelli, sorella dell''Avvocato, si arrabbiava quando la chiamavano senatrice."


Postilla: Il collega Sergio Lepri, storico direttore dall''Ansa, ricorda - nell''intervista che ci concesse per il nostro manuale sul corretto linguaggio "Donne, grammatica e media" - che alle insistenze della senatrice Agnelli per essere definita senatore aveva così risposto: "Ma signora, senatore era suo nonno!".

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