Da Milano: perché mai più senza le donne!

Il documento conclusivo della giornata di Snoq-Milano dedicata a rappresentanza, democrazia paritaria, buona politica. Il contributo di GiULiA.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 27 aprile 2012
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Rappresentanza, democrazia paritaria e buona politica. Ne hanno parlato le donne all''assemblea nazionale "Politica: sostantivo femminile?" di Se Non Ora Quando che si è tenuta il 14 aprile a Milano. Dopo l’incontro di Bologna sui temi del lavoro, l’attenzione del movimento delle donne nato il 13 febbraio dello scorso anno si è concentrata sul tema della rappresentanza, per indagare il rapporto, anche di potere, tra le donne, le istituzioni e la politica.
La giornata è stata quindi l’occasione per discutere nuove modalità e azioni concrete attraverso le quali rimettere in discussione i vecchi equilibri nella gestione del potere, affinché la competizione sia alla pari, senza i privilegi di un genere a danno dell’altro.



Gi.U.Li.A. ha partecipato all''intera giornata, portando anche il proprio contributo attraverso la video-inchiesta "Il tetto di cristallo. Donne e rappresentanza politica: Milano e Lombardia" firmata da Camilla Gaiaschi e Rita Musa (che trovate sul sito di Giulia), e la tavola rotonda – coordinata da Marina Cosi – tra le esperienze delle varie città, tra Snoq locali e assessore/consigliere delle nuove giunte paritarie (o quasi) di Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Torino e Trieste. Come sappiamo, infatti, il caso del capoluogo lombardo è esemplare del legame tra le manifestazioni invernali dello scorso anno e la giunta paritaria milanese. Ma oltre a questo c''è l''esperienza di Cagliari la cui giunta è composta da sei donne su 11, di cui una vice sindaco. A Napoli contiamo quattro assessore e a Torino otto esordienti, la metà con età tra i 30 e i 40 anni e il 50% di donne. E poi ci sono Trieste (cinque donne su 10) e Bologna, con la sua prima donna presidente del Consiglio comunale.



Durante l''incontro milanese, però, non si è parlato solo di una questione di numeri, ma di qualità dei modelli proposti, che sono rimasti di tipo subalterno e declassato. Ovvero rendere la competizione ad armi pari, rimuovendo i privilegi iniziali di un genere a danno dell’altro, per permettere davvero l’inclusione del capitale umano femminile italiano sprecato.



Ecco quindi il documento conclusivo dell''assemblea con le proposte che il movimento rivolge alle istituzioni e alle forze politiche. Il documento si sofferma anche sulla proposta di legge, attualmente in discussione alla Camera, relativa al riequilibrio di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali. "Così come è approdata in Aula – si legge in una nota di Snoq Milano – la proposta non solo non applica i principi della democrazia paritaria, ma potrebbe ridurre l''efficcacia dei ricorsi contro le giunte monogenere. Pertanto, Snoq giudica positivamente gli emendamenti al testo presentati dall’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria e si prepara a denunciare ogni compromesso ''al ribasso'' in fase di discussione parlamentare".[/i]





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SE NON ORA QUANDO

MAI PIU’ SENZA DI NOI!

Rappresentanza, Democrazia Paritaria, Buona Politica[/b]



DOCUMENTO CONCLUSIVO ASSEMBLEA NAZIONALE SNOQ (SABATO 14 APRILE, MILANO, PALAZZO REALE)

Sui temi della rappresentanza, della democrazia paritaria e partecipata è necessario avviare una nuova fase nella politica del Paese.
Dopo la grande ondata del 13 febbraio e l’esperienza delle giunte 50e50 che da quel movimento sono nate, oggi è più che mai importante che le donne impongano a questa politica, ancora una volta travolta dagli scandali e segnata dalla propria incapacità di dare una prospettiva al Paese, di rimettere in discussione i vecchi equilibri nella gestione del potere. Noi non pensiamo che le forze politiche siano tutte uguali, né crediamo che il sistema democratico possa farne a meno, però pretendiamo un rinnovamento profondo della politica e delle classi dirigenti, che si declini in primo luogo nel riequilibrio di genere delle rappresentanze, con un’attenzione particolare anche a quello generazionale. Non partiamo da zero: in questi mesi i movimenti delle donne hanno elaborato proposte e riflessioni che hanno trovato una sintesi positiva nell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria promosso da alcune associazioni tra le quali Snoq.


L’assemblea ha condiviso alcuni punti sul tema della rappresentanza:
1) LA POLITICA CI PIACE! – l’antipolitica non ci appartiene. Piuttosto vogliamo essere protagoniste della nuova stagione politica che si sta aprendo, partecipando attivamente ad un processo di cambiamento necessario e assumendo responsabilità dirette, insieme agli uomini, nella ridefinizione di un quadro di regole, prassi e contenuti che appare sempre più inadeguato.


2) CAMBIAMENTO A TUTTI I LIVELLI! – Chiediamo che si proceda ad una riqualificazione delle istituzioni della politica a tutti i livelli, dal Parlamento agli Enti Locali.


3) 50E50! Il 50e50 non è una concessione, ma un principio che apre la strada al passaggio da una democrazia dimezzata a una democrazia compiuta.
Entra a questo punto in gioco il problema dell’accesso alla politica per realizzare il 50e50 in ogni luogo in cui si decide, che è l’obiettivo delle donne di Snoq. Crediamo che, in vista delle prossime elezioni politiche, sia necessaria la riforma dell’attuale legge per l’elezione del Parlamento Italiano, un tema posto peraltro anche dalla “lettera ai partiti” promossa da numerose cittadine sul web e sottoscritta da molti Snoq territoriali.

a) in caso di riforma della legge elettorale, noi chiediamo che si preveda la possibilità del 50e50 ai blocchi di partenza. In un sistema di tipo proporzionale con lista bloccata, le liste elettorali dovranno essere paritarie e prevedere la stretta alternanza di candidati uomini e di candidate donne (con attenzione anche alla composizione della testa di lista). In un sistema di tipo maggioritario, chiediamo un meccanismo di individuazione dei collegi uninominali che garantisca un’equa rappresentanza di genere. Chiediamo che la legge contempli delle sanzioni, sino all’inammissibilità delle liste qualora non venissero rispettati questi criteri.

b) Se si andrà invece a votare con il sistema attuale, le donne di Snoq avvieranno un’interlocuzione con tutti i partiti ai vari livelli, nazionale, provinciale, territoriale, per chiedere che ciascun partito costruisca le liste paritarie con stretta alternanza di genere. In questo caso, visto che il Porcellum non prevede sanzioni, la “pena” consisterà nell’indicazione di voto, che Snoq indirizzerà verso le liste “virtuose”, che abbiamo cioè recepito contenuti condivisi dai movimenti delle donne.


4) Guardiamo con preoccupazione alla proposta di legge sul riequilibrio delle rappresentanze nei consigli, nelle giunte degli enti locali, nei consigli regionali e nelle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni, cui stanno lavorando alcune e alcuni parlamentari: il testo unico, esaminato in Commissione e approdato in Aula il 26 marzo, non è soddisfacente nella misura in cui non applica principi cogenti di democrazia paritaria. Giudichiamo positivamente gli emendamenti al testo presentati dall’Accordo di Azione Comune, e siamo pronte a denunciare con forza ogni compromesso “al ribasso” in fase di discussione parlamentare, teso a svuotare di efficacia il provvedimento. Crediamo infine che le norme di garanzia sul riequilibrio di genere nelle assemblee elettive e negli organi di governo (locali e nazionali) non bastano se i partiti non si dotano di statuti e regolamenti che da subìto, a partire dalle prossime elezioni, garantiscano l’eleggibilità di donne e uomini alla pari.


5) Costruiremo dei “patti di genere” con le candidate, e poi con le elette, perché le agende politiche di rappresentanza generale contengano la declinazione di tutti i temi cari alle donne e al fine di sancire nuove alleanze tra donne del movimento, dei partiti e delle istituzioni.


6) Patti analoghi saranno stretti con le donne che operano nel campo dell’informazione, perché si dia visibilità ai temi sostenuti dalle candidate più vicine ai movimenti delle donne. In questo quadro generale, ben venga anche la costruzione di patti analoghi con uomini disponibili e responsabili.


7) Sosteniamo la riduzione, con relativa definizione di un tetto di spesa, per i costi delle campagne elettorali. Chiediamo che si proceda al più presto all’approvazione di una nuova legge sul finanziamento/rimborso ai partiti che contempli norme cogenti per la trasparenza nel loro utilizzo, nella loro rendicontazione, e forme di controllo effettive, stabili e autorevoli.


8) Chiediamo l’aumento dal 5% al 10% dell’attuale quota dei rimborsi elettorali destinata a iniziative volte ad accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica, investendo in particolare sulle nuove generazioni, oggi sottorappresentate nelle istituzioni.

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