Rai Marche: basta coi "femminicidi per passione"

I Comitati "Se non ora quando" delle Marche scrivono alla Rai e allegano il Codice Etico "perché le parole sulla violenza contro le donne siano coerenti con la delicatezza e la gravità del fenomeno". Il comunicato.

Il tribunale di Bari

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Redazione 4 dicembre 2012
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I Comitati “Se non ora quando” delle Marche hanno inviato oggi ad Alessandro Casarin, direttore della Testata Giornalistica Nazionale e a Maurizio Bertucci Responsabile Marche Regionale e RAI delle Marche e per conoscenza ad Anna Maria Tarantola, Presidente della RAI ed alla redazione del Tg3 Marche il Codice etico sul linguaggio della comunicazione elaborato dal coordinamento delle associazioni femminili della provincia di Pesaro.


I Comitati “Se non ora quando” ritengono che, in più di una occasione, i servizi della redazione del TGR Marche abbiano trattato i casi di femminicidio e di violenza sulle donne evidenziando in maniera impropria motivazioni passionali e derivanti da presunte responsabilità di entrambe le parti ascrivibili alla relazione sentimentale.


Ricordiamo che non vi è giustificazione alcuna alla violenza operata sulle donne, che i femminicidi sono in drammatico aumento, che le donne vengono uccise o fatte oggetto di violenza PERCHE'' donne e che il servizio pubblico ha il dovere di trattare questo tema con particolare attenzione e sensibilità; le parole veicolano idee, chi le usa ha precise responsabilità su quanto le parole incideranno nel sentire comune e nella coscienza degli individui.


I Comitati “Se non ora quando” delle Marche inviano pertanto il Codice Etico nell''auspicio che il Direttore voglia a Sua volta inoltrarlo a tutti i giornalisti e giornaliste RAI e vigilare perché le parole sulla violenza contro le donne siano coerenti con la delicatezza e la gravità del fenomeno.





I Comitati “Se non ora quando” delle Marche

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