Spagna: decideremo noi

Le donne spagnole si riuniscono a Madrid il 15 febbraio prossimo per decidere come proseguire le proteste per il diritto all’aborto.

Spagna: decideremo noi
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7 Febbraio 2014 - 15.27


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Pubblichiamo il “Manifesto 8 Febbraio 2014” che arriva dal movimento delle donne spagnole:

“In occasione dell”approvazione da parte del governo dell”abbozzo di legge relativo all”aborto “protezione della vita del concepito e dei diritti della donna incinta”, noi vogliamo esprimere il nostro rifiuto assoluto a quello che suppone un attentato contro i diritti, l’autonomia e la libertà delle donne.

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Con questo abbozzo di legge, il 97% delle donne che abortiscono dovranno farlo in maniera “illegale”, quelle che abbiano i mezzi andranno all”estero e quelle che non li abbiano metteranno a rischio la propria salute e la propria vita ricorrendo all”aborto clandestino; senza dimenticare l’insicurezza e la vulnerabilità giuridica a venire per i professionali sanitari.

L’abbozzo di legge pretende di basarsi innanzitutto su una presunta difesa della vita. Ma lo dice un governo che impone politiche del lavoro inguste, tagli all”accesso alle scole materne, che nega l’ampliamento del congedo di paternità, l’accesso alla procreazione assistita a tutte le donne, che cancella i servizi sociali basilari, oltre ai tagli all”assistenza ed alla sanità. Davanti a questa situazione, ci domandiamo: di che vita parlano quando parlano della vita? Reclamare il diritto all”aborto libero significa che non si può forzare una donna a proseguire una gravidanza non desiderata e intervenire sulla sua decisione d’interromperlo. Il diritto di decidere suppone il riconoscimento delle donne come soggetti autonomi dal punto di vista morale per poter decidere sulle nostre vite, i nostri corpi e sulla maternità (decidere di essere madri o non esserlo).

Poiché siamo persone autonome, responsabili, libere e uguali, esigiamo:

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– Il ritiro immediato di questo abbozzo di legge, il quale attenta ai diritti delle donne, alla nostra autonomia, libertà, salute, vita e dignità.

– Che l’aborto resti fuori del Codice Penale. Che sia regolato come il diritto di tutte le donne ad interrompere una gravidanza non desiderata senza nessun tipo di discriminazione.

– Fomentare e garantire un’educazione affettivo-sessuale libera da stereotipi sessisti ed omofobi. Di fronte alla legge del Ministro della Publica Istruzione, che potenzia la religione nella scuola mentre l’educazione sessuale con personale qualificato viene allontanata.

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– Che sia rispettata l’autonomia delle giovane e non si costringano le donne di 16 e 17 anni a chiedere il permesso ai genitori – e ancor meno a un giudice -: nessun altro può e deve decidere decidere sulla maternità di una donna!

– Che l’obiezione di coscienza sia regolata affinché nessuna donna resti senza assistenza sanitaria.

– Le donne non abbiano bisogno della tutela di altre persone: questo non è altro che l”imposizione di un progetto di vita che nega la nostra condizione di soggetti di pieno diritto. Per questo motivo diciamo NO alla proposta del governo ed esigiamo che il diritto all”aborto sia riconosciuto.

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Movimento Femminista di Madrid

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