Odio in rete, le responsabilità dei giornalisti

Giulia chiede l'intervento dell'Ordine dopo il tweet "La Boldrini attesa sulla rambla" del collega Paolo Giordano

Odio in rete, le responsabilità dei giornalisti
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Redazione Modifica articolo

24 Agosto 2017 - 15.06


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Questa storia ci riguarda. Due volte. Come donne e cittadine, ma ancor più come giornaliste che con Giulia si battono per un’informazione con temi e linguaggio corretti paritari e liberi da stereotipi.

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Questa storia ha il nome di un collega che abbiamo deciso di denunciare all’Ordine di appartenenza: Paolo Giordano, iscritto all’elenco dei professionisti del Piemonte.

Giordano si è inserito nel flusso dei commenti sull’attentato di Barcellona chiamando in causa la presidente della Camera Laura Boldrini con un tweet offensivo e fuori luogo.

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Come donne e cittadine, appunto, non possiamo abituarci al dilagare dell’odio in rete men che meno se a farlo è un giornalista, che ha regole deontologiche da seguire on line ed off line. Uno che dovrebbe dare l’esempio e non scrivere post contro le istituzioni e le donne.

Per questo abbiamo deciso di chiamare in causa l’Ordine, perché non possiamo lasciar passare sotto silenzio l’ennesimo messaggio di odio.

 

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