Parità di genere nel 2197, o anche dopo

A passo di gambero: Unwomen lancia l'allarme sullo stato della parità di genere del mondo, nel momento in cui le politiche di promozione e equità vengono smantellate a partire dagli Stati Uniti. E l'obiettivo dell'Agenda 2030 verrà raggiunto, forse con 167 anni di ritardo.

Parità di genere nel 2197, o anche dopo
Foto di Mathieu Stern su Unsplash
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Paola Rizzi Modifica articolo

18 Settembre 2026 - 16.48


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Al ritmo attuale di progresso, ci vorranno 171 anni per raggiungere la piena parità di genere sul pianeta. Se ne riparla quindi nel 2197. A dirlo è l’ultimo rapporto The Gender Snapshot 2026, pubblicato da UN Women, che offre una panoramica globale sullo stato dell’uguaglianza di genere e sui progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030. La parità di genere quindi è in ritardo di 167 anni rispetto agli obiettivi ma in realtà potrebbe volerci anche di più, perché uno dei dati più preoccupanti del rapporto è che in un Paese su tre nel mondo si stanno erodendo le istituzioni e i budget dedicati a promuovere meccanismi di sostegno dell’eguaglianza di genere. Il campione della demolizione dei programmi di inclusione è Trump naturalmente e i tagli dei finanziamenti Usa alle ong di tutto il mondo hanno avuto effetti globali. Ma non è l’unico. Secondo dati riferiti agli ultimi due anni, questo smantellamento silente si manifesta con la riduzione dei budget (23%) alle agenzie dedicate o addirittura l’azzeramento del budget nel  9%. In un terzo dei casi si è assistito anche al taglio della raccolta dati. Un definanziamento che ha colpito al cuore le organizzazioni della società civile: gli aiuti bilaterali destinati agli obiettivi di parità di genere sono diminuiti del 13% tra il 2023 e il 2024, mentre i finanziamenti diretti alle organizzazioni per i diritti delle donne sono crollati del 28% nello stesso periodo. Ma sono tanti i dati negativi. Vediamo per capitoli.

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Stallo e regressione nella rappresentanza politica

Sebbene tra il 2020 e gennaio 2026 il numero di donne capo di Stato o di governo sia aumentato da 20 a 28, sei Paesi su sette continuano a essere guidati da uomini. Negli ultimi cinque anni la percentuale di donne parlamentari è diminuita in 54 Paesi e il numero di donne ministre si è ridotto del 20% su scala globale. Inoltre, è la prima volta in 21 anni che diminuisce anche il numero di donne che esercitano il ruolo di presidenti o portavoci parlamentari. Dal 2015, ben 36 Paesi hanno registrato un regresso nella rappresentanza femminile nei parlamenti nazionali, 27 nei governi locali e 34 nelle posizioni dirigenziali.

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I ministri uomini continuano a dominare i dicasteri chiave legati a economia, finanze, esteri e difesa. Al contrario, le donne sono prevalentemente a capo di ministeri legati a questioni di genere, famiglia e affari sociali.

L’attività politica poi per le donne ha un prezzo più alto: circa 8 candidate su 10 nei parlamenti e 6 su 10 nei governi locali subiscono forme di violenza psicologica, sessuale, economica o fisica durante le campagne elettorali e le cose sono peggiorate con l’avvento dei social network.

Il gap è misurabile anche sul fronte della giustizia e della geopolitica. Su 175 presidenti delle corti supreme o massimi organi giurisdizionali a livello globale, soltanto 31 sono donne. Nei 78 anni di vita della Corte internazionale di giustizia ci sono state solo 6 donne giudici su 109 uomini

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Quasi 8 processi di pace su 10 a livello mondiale non hanno incluso affatto le donne come negoziatrici o mediatrici.

Disparità e lavoro

Le donne continuano a dedicare 2,5 volte più ore rispetto agli uomini al lavoro domestico e di cura non retribuito. Per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro: nel 2026 solo il 63,9% delle donne tra i 25 e i 54 anni partecipa alla forza lavoro, a fronte del 92% degli uomini. Nel 2023, le donne rappresentavano solo il 31,4% dei ricercatori a livello globale. Nelle professioni legate all’Intelligenza Artificiale, le donne rappresentano circa il 22% degli addetti globali e detengono meno del 14% delle posizioni di leadership senior. Le  manager hanno guadagnato meno all’ora rispetto ai manager uomini nell’80% dei paesi con dati disponibili tra il 2020 e il 2025. A livello globale, le donne occupano appena il 6% delle posizioni di amministratore delegato nelle aziende.
Solo il 23% delle donne con disabilità è occupato, rispetto al 46% delle donne senza disabilità e al 34% degli uomini con disabilità.

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Violenza di genere

 Nel mondo, una donna o una ragazza viene uccisa ogni dieci minuti. Quasi 1 donna su 3 ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita da parte del partner o violenza sessuale da parte di altri. 316 milioni di donne hanno subito violenze da parte del partner. La violenza online e tecnologica rimane inoltre largamente sottovalutata e non affrontata nei consessi internazionali.

Diritti riproduttivi

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 Solo il 56,3% delle donne sposate o in unione (tra i 15 e i 49 anni) ha pieno potere decisionale sulla propria salute e sui diritti sessuali e riproduttivi.

Crisi climatica

Circa 2,9 miliardi di donne e ragazze vivono in paesi altamente esposti a rischi climatici e geofisici, eppure le donne rappresentano appena il 27% dei ministri con deleghe ambientali nei governi nazionali.

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A passo di gambero, insomma.


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