100donne contro gli stereotipi cresce

L’argomento della presunta carenza di figure femminili in ambiti scientifici è superato. E' l'ora delle esperte di economia e finanza [di Tiziana Bartolini]

Il manifesto di "100 esperte"

Il manifesto di "100 esperte"

La guerra ai luoghi comuni è lunga e mai vinta fino in fondo, soprattutto quando riguarda il genere femminile. ‘100donne contro gli stereotipidimostra concretamente che l’argomento della presunta carenza di esperte in tanti campi tecnici o scientifici può considerarsi superato. Il mondo dell’informazione, variamente declinato, è pregato di prendere nota.


Al progetto, che ha preso il via oltre un anno fa con la raccolta di ben 131 curricula di ricercatrici e donne di scienza (informatiche, oncologhe, biologhe, matematiche, chimiche, fisiche e astrofisiche), si è aggiunto recentemente un nuovo tassello riguardante le esperte nell’economia e nella finanza. “Le economiste contano” era il sottotitolo dell’evento che l’8 marzo scorso ha proposto a Roma e a Milano, in simultanea nelle sedi della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e moderato dalla giornalista Giovanna Pezzuoli, un significativo arricchimento della banca dati che raccoglie le competenze delle donne.


Nei media le voci dominanti per l’economia sono quelle maschili, un coro monocorde in cui i movimenti e le colorature femminili rappresenterebbero un arricchimento assai utile in quanto, commentano le organizzatrici citando un rapporto Ocse, “nei prossimi otto anni il PIL mondiale potrebbe aumentare più di due punti percentuali se il gap di partecipazione delle donne all’economia si dimezzasse, a conferma che stereotipi , pregiudizi e discriminazioni sulle donne fanno anche pagare al mondo un significativo costo di mancata crescita”. Poiché le esperte di economia e finanza non mancano, ci si domanda per quali ragioni non sono interpellate da chi fa informazione e costruisce la narrazione pubblica. È una questione di cultura, secondo Carlo Verna, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, ma anche di “agende che vanno ampliate”.


Le resistenze hanno radici profonde che l’Osservatorio di Pavia studia da anni e che Monia Azzalini (videointervista), responsabile del settore Media e Gender, sinteticamente ha spiegato con “una asimmetria che determina la gerarchia tra generi mantenendo le donne in svantaggio nelle posizioni apicali e quindi anche nella rappresentazione mediatica” . Ma i tempi sono maturi per i cambiamenti necessari. “Dopo la fase della protesta, dopo il periodo della riconoscibilità dell’esistenza attraverso il linguaggio corretto, adesso è arrivato il momento di convincere i giornalisti a parlare delle competenze delle donne, delle scienziate e delle economiste. Con questa iniziativa non hanno più l’alibi di non conoscere le esperte”, ha ribadito Marina Cosi (videointervista), presidente di Gi.U.Li.A.


Infatti il progetto ‘100donne contro gli stereotipi’ - ideato, appunto, dall’Osservatorio di Pavia e dall’associazione Gi.U.Li.A. (Giornaliste Unite Libere Autonome) e realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e la Fondazione Bracco, con la partnership tecnica del centro GENDERS dell’Università di Milano e l’Università Bocconi - si pone l’obiettivo di promuovere le eccellenze femminili presentando in una piattaforma dedicata (www.100esperte.it) un database con i curricula di specialiste che sono via via individuate o che si propongono all’attenzione del comitato scientifico.


Beatrice Covassi (videointervista), capo rappresentanza Commissione europea, ha sottolineato che è decisivo “promuovere l’immagine diversa della donna e creare una cultura nuova che ancora stenta ad emergere, in particolare nei media” e Alessandra Faggian (videointervista), forte di una lunga esperienza lavorativa all’estero che ha portato in Italia nell’attuale ruolo di prorettrice e professoressa ordinaria di Economia Applicata al Gran Sasso Science Institute (L’Aquila), ha rimarcato l’importanza di questa piattaforma, quale “veicolo di valorizzazione delle competenze delle donne”. Ai contributi arrivati nel collegamento con Milano di Paola Profeta (Università Bocconi), Daniele Manca (vicedirettore del Corriere dalla Sera), si è intrecciata, tra le altre, la testimonianza da Roma di Lucia Votano (videointevistadirigente di ricerca ai Laboratori nazionali di Frascati dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), che ha incoraggiato le giovani ad impegnarsi negli studi scientifici. “Se l’Europa unita vuole riconquistare la sua centralità nel mondo deve tornare ad investire nella scienza, nella ricerca e nella tecnologia e le ricercatrici, che oggi sono il 30%, devono recuperare il gap di genere perché - ha sottolineato con un appello appassionato - prendendo in mano il loro destino salvano non solo se stesse ma il destino dei loro figli e nipoti”.


[Articolo uscito sul numero 11, anno XIII di Noi Donne]