Corsera, intervista sessista e provocatoria alla ciclista Andreotti

L'atleta aveva denunciato molestie. GiULiA giornaliste insieme a Cpo Fnsi e Cpo Usigrai: "Questo non è un modo di informare". Da vittime a bersaglio.

me too

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Redazione 11 ottobre 2019
'Sarà sconveniente, ma non sono vere e proprie molestie'. Il commento di Giuseppe Guastella ad una risposta della ciclista Maila Andreotti è una espressione che inorridisce, quasi a voler minimizzare, se non addirittura giustificare i comportamenti subiti dall'atleta. Una intervista, quella pubblicata oggi su Corriere della Sera, che è palesemente in contrasto con i contenuti e i principi del Manifesto di Venezia.

Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e Associazione Giulia Giornaliste denunciano il linguaggio sessista, il tono provocatorio e insinuante, l'approccio denigratorio nei confronti dell'intervistata e di tutte coloro che quotidianamente subiscono violenza, fisica e psicologica, hanno il coraggio di denunciare e finiscono per passare da vittime a bersagli di ulteriore violenza.

Le giornaliste sono state fra le prime a far emergere il Me Too e considerano inaccettabile che la molestia sia definita una 'strategia tecnica': c'è una catena, anche nell'informazione, che avalla il metodo di mettere sotto accusa chi ha il coraggio di accusare.

Questo non è un modo di informare.