Il progetto 100esperte.donne contro gli stereotipi compie dieci anni. Come potevamo celebrarli? Guardando avanti, aprendo nuovi orizzonti. Il database, nato per potenziare la presenza delle donne nei media come fonti autorevoli e competenti, è frutto di un’idea di GiULiA e dell’Osservatorio di Pavia, e sviluppato dalla Fondazione Bracco. Oggi ha raggiunto 500 profili, pronto ad arricchirsi. La community si ritroverà a Milano domani, 3 novembre, al Museo Diocesano per una giornata-evento: “10 anni di 100esperte. Mappe del sapere, geografie del potere”. Sarà l’occasione per tracciare un bilancio della strada fatta e inaugurare una nuova fase, con il lancio dell’area Geografia e un sito rinnovato, progettato per rendere più semplice e immediata la ricerca delle competenze, seguendo anche le logiche di ricerca dell’AI.
Quanta strada dal 2016. Le giornaliste di GiULiA Giovanna Pezzuoli e Luisella Seveso, insieme con Monia Azzalini, ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia, erano partite dai dati del Global Media Monitoring Project 2015: le esperte interpellate dai media italiani erano solo il 18% del totale. Occorreva uno strumento semplice, accessibile, che le giornaliste e i giornalisti potessero utilizzare quando in redazione serve trovare una voce competente per commentare un fatto, interpretare un fenomeno. Una buona pratica, come diciamo sempre. Ma servivano anche i criteri di selezione, quindi un comitato scientifico. Un partner che sostenesse l’impresa. Prima la Commissione europea, poi la Fondazione Bracco. E arrivò il primo settore, l’area STEM, le scienziate. Seguito più o meno ogni due anni dalle economiste, le esperte di politica internazionale, le storiche e le filosofe, le esperte di sport. Con il sostegno di partner istituzionali, dall’Ordine dei Giornalisti alla Rai, alla rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Poi le tante iniziative, i corsi di formazione per i giornalisti, in cui i temi di attualità venivano approfonditi dalle esperte, creando contatti con colleghe e colleghi. Le mostre fotografiche, le attività per le scuole ideate dalla Fondazione Bracco. Tutto per aprire spazi al pensiero delle donne, per riequilibrare le voci chiamate a interpretare il mondo.
Dal 18% del Gmmp 2015, le esperte sono passate al 30% del 2025. Abbiamo contribuito al risultato, sì, ma il divario è ancora aperto: meno di una voce esperta su tre è femminile. Ed è questo lo spazio in cui si colloca la mission del progetto che oggi conquista le geografe, non a caso. La nuova area amplia la banca dati con competenze utili a leggere fenomeni centrali nell’attualità: cambiamento climatico, trasformazioni urbane, gestione delle risorse, migrazioni, paesaggi culturali e geopolitica dei territori.
Guardare avanti, guardare oltre ogni confine. In questo 100esperte è stato fecondo. Da qui è nato il progetto di GiULiA ENWE (European Network for Women Excellence), che mette in rete database europei di esperte. La sua “buona pratica” si chiama Ask Woman, newsletter mensile che segnala esperte di ogni Paese che possono intervenire su temi di attualità. Oggi sono ben 770 i giornalisti internazionali iscritti alla newsletter. Da domani potranno ricevere anche i nomi delle geografe italiane.
Il programma del convegno
