"E-voluzione Donna", un libro sui settimanali femminili

Sabato 8 settembre al Festivaletteratura di Mantova verrà presentato il primo libro della collana "I libri dell'Ordine" [di Gegia Celotti]

Il festival di Mantova in foto di archivio

Il festival di Mantova in foto di archivio

Redazione 5 settembre 2018



Sabato 8 settembre alle 18, in piazza Sordello a Mantova, nell'ambito del Festivaletteratura, verrà presentato il primo libro della collana "I libri dell'Ordine" (naturalmente della Lombardia). Proposto e curato dalla neonata Commissione Pari Opportunità e da Oreste Pivetta, si intitola e-voluzione Donna e parla dei settimanali femminili. Nella storia, nel presente e nel futuro, con un'analisi delle nuove figure di influencer e blogger. Molti gli interventi di esperti del settore e interviste a direttrici del presente e del passato. Cinque le Giulie che hanno partecipato a questo lavoro: Marina Calloni, Gegia Celotti, Ilaria Li Vigni, Liviana Nemes, Paola Rizzi. 

All’inizio erano le fotomodelle, non ancora Top Model. “Belle e impossibili”, vere icone scelte da stilisti e direttori di giornali per esaltare un prodotto, l’alta moda, e uno stile nascente, quello del Made in Italy. Esaltavano una moda elitaria che poche potevano permettersi e che, quasi tutte, avremmo voluto indossare. Poi, per farci felici, arriva il prêt-à-porter, praticamente la Lampada di Aladino. Abiti sempre firmati da grandi stilisti ma a prezzi più accessibili. E in seguito al prêt-à-porter si aggiunge il fast fashion, grandi catene che offrono il molto trendy a piccoli prezzi. A questi cambiamenti, sui giornali, dovevano corrispondere donne più normali con le quali poterci confrontare, magari morbidamente mediterranee, insomma vere. Si passa così dalle icone alle persone.La moda diventa più democratica e i giornali cambiano prospettiva. Intanto non sono più diretti solo da uomini, ma arriva una nuova generazione di direttrici, giovani, preparate, che possono capire meglio le esigenze e i problemi delle proprie lettrici e che vogliono confrontarsi con loro parlando non solo di sogni ma anche della vita. Le battaglie sociali, la parità salariale, la lotta alla violenza e alle molestie, la conciliazione tra donne e uomini per il tempo dedicato alla cura familiare e all’accudimento di anziani e bambini, alle incombenze burocratiche e la difficoltà per mantenere uno spazio per i propri interessi, il cinema, la lettura, le amiche. Insomma il diritto di vivere e contare. Insomma possiamo dire che i settimanali femminili di oggi sono diventati più inclusivi e che proprio per questo, nella media dell’editoria, resistono meglio di altri giornali all’erosione delle vendite in edicola.