Galera a vita e frustate per Nasrin

C'è un percorso da sperimentare: dare all'avvocata la cittadinanza onoraria dei nostri Comuni e battersi con ancora più forza per la sua scarcerazione

L'avvocata Nasrin Sotoudeh

L'avvocata Nasrin Sotoudeh

Redazione 19 marzo 2019

Centoquarantotto frustrate. Fa male solo a dirlo. L’ignobile, sadica, umiliante condanna inflitta a Nasrin Sotoudeh dallo stato teocratico dell’Iran si accompagna all’ulteriore decisione di seppellirla in prigione a vita, ossia per 38 anni. Non possiamo lasciare sola Nasrin, 55enne avvocata iraniana la cui “colpa” è aver difeso sia giovani oppositori al regime condannati a morte sia ragazze punite per essersi ribellate all’imposizione del velo.

Ciascuno fa la sua parte: chi firma l’appello di Amnesty International per la liberazione e chi da giornalista accende i riflettori sul caso. Forse però c’è un ulteriore percorso da sperimentare: dare a Nasrin la cittadinanza onoraria della propria città e così battersi con ancor più forza per la sua scarcerazione. Un gesto simbolico, certo, approvato con un voto trasversale dal Consiglio comunale di Firenze e ora riproposto a Bologna da un’altra consigliera comunale. Ma questa risoluzione consentirà a tutte le città che la votano di avere titolo per appellarsi al governo italiano, al Parlamento europeo ed al segretario generale dell’Onu. Come donne, come antifasciste e come giornaliste non possiamo che appoggiare qualsiasi iniziativa possa essere utile alla liberazione di Nasrin.


Qui la vicenda, le iniziative di Firenze e l’appello di Bologna.