Se mi guardi non sono più invisibile

La mostra allestita a Modena in occasione del Festival di Filosofia: gli scatti di 32 artiste dell'Associazione Donne Fotografe, coordinati da Maura Pozzati

Se mi guardi non sono più invisibile
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19 Settembre 2019 - 09.08


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Invisibili perché emarginati o perché “scartati”. Ovvero scartate, come i 17 milioni di non-nate in Cina dopo la legge obbligante sul figlio unico. A Modena, entro l’edizione appena conclusa del FestivalFilosofia nel Complesso San Paolo, questa bella mostra – bella anche perché capace di trar fuori i dolori nascosti di chi osserva le foto – ha messo assieme gli scatti di 32 artiste dell’Associazione Donne Fotografe, coordinati in un progetto unitario da Maura Pozzati. Accompagnate da letture e musiche le immagini, realistiche o simboliche, costringono i visitatori a non distogliere più codardamente lo sguardo, così strappando all’invisibilità vecchi folli, disabili, madri orfane di figli, barboni e migranti uniti da una medesima marginalità, donne maltrattate, disoccupati… 

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Le firme sotto le foto: Isabella Balena, Liliana Barchiesi, Paola Mattioli, Antonietta Corvetti, Marzia Malli, Loredana Celano, Bruna Orlandi, Isabella Colonnello, Isabella De Maddalena, Alessandra Attianese, Annalisa Cimmino, Fulvia Petroni Farassino e Silvia Lelli di Milano; Antonella Monzoni di Modena; Anna Rosati, Daniela Facchinato, Patrizia Pulga e Sonia Lenzi di Bologna; Beatrice Mancini di Padova; Giuliana Mariniello, Patrizia Bonanzinga e Antonella Di Girolamo di Roma; Colomba d’Apolito di Pietrasanta; Lucia Baldini di Arezzo; Margherita Dametti di Pavia; Margherita Verdi di Firenze; Marianna Cappelli di Novara; Melania Messina di Palermo; Patrizia Riviera di Bergamo; Tiziana Arici di Brescia; infine Vittoria Amati di Londra/Roma e  Margherita Mirabelli di New York/Roma.
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