II B, lezione d'arte contro il femminicidio

Un manifesto collage realizzato da ragazze e ragazzi della scuola media “G. Borsi”, nel quartiere San Lorenzo a Roma, coniugando arte e impegno civile e sociale. [di Barbara Bonomi Romagnoli]

II B, lezione d'arte contro il femminicidio
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Barbara Bonomi Romagnoli Modifica articolo

8 Marzo 2021 - 22.50


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“Oggi l’otto, anche domani”. Anni fa l’illustratrice Anarkikka lanciò questo slogan che non solo è una sintesi perfetta della giornata internazionale dell’8 marzo ma restituisce valore anche alle migliaia di azioni che molte donne compiono nel quotidiano per combattere discriminazioni di genere e parlare in tutti gli ambiti di violenza maschile sulle donne e di genere, disparità di diritti e rappresentazione delle donne. È il caso della professoressa di storia dell’arte Jole Falco che da anni lavora per sensibilizzare le ragazze e i ragazzi della scuola media “G. Borsi” nel quartiere San Lorenzo a Roma, anche realizzando sfilate di abiti creati con materiali riciclati e fatti a misura di ragazze. Quest’anno con la classe II B ha realizzato un manifesto collage contro il femminicidio, opera delle/dei studenti dopo averne discusso in classe coniugando l’arte con l’impegno civile e sociale.

 

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Cosa significa parlare di violenza maschile sulle donne con ragazze/i delle scuole medie?

La nostra è una classe multietnica con molti ragazzi stranieri, in particolare originari del sud est asiatico, Bangladesh e Cina, hanno 12 anni, un’età complessa.

Ho iniziato parlando loro del significato e dell’importanza del rendersi coscienti della realtà che li circonda, a partire dai fatti di cronaca sul femminicidio. Allora, volendo anche un po’ provocare gli ho detto che dovevamo fare un manifesto contro il femminicidio, ognuno di noi doveva contribuire a rendere visibile una violenza esercitata sulle donne e che dovevamo lavorare anche graficamente su questo. I ragazzi hanno pensato soprattutto alle loro sorelle e alle loro madri mentre le ragazze pensavano a sè stesse, soprattutto le ragazze asiatiche pensavano alla loro incolumità e alla loro libertà negata anche come adolescenti. Per certi aspetti si è scatenato un senso anche di paura e di incertezza ma si è creato un colloquio di grande confidenza e con quello spirito tutte e tutti si sono messi all’opera.

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Quali i sentimenti maggiori che scatena nelle adolescenti in particolare?

Come dicevo è emersa la fragilità e vulnerabilità che sentono a quell’età, ma per farli parlare di sentimenti ho chiesto loro anche come si immaginavano l’amore: molti ragazzi hanno dato risposte tenere, chi dice che la sua ragazza del cuore prima di tutto deve essere intelligente e alta e chi, come uno studente che arriva dal Senegal, non ha particolari desideri fisici e pensa che si farà condurre soprattutto dal suo cuore.

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In che modo larte traduce temi complessi e sensibili?

L’arte può essere un mezzo per conoscere i sentimenti e le motivazioni che hanno spinto molti artisti a trattare argomenti di vita quotidiana, le realtà storiche, e senza dubbio la comunicazione visiva è lo strumento che arriva facilmente a ogni genere di persone.

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E proprio per questo può essere ambivalente e pericolosa. Abbiamo parlato del fumetto, di alcune immagini femminili come Valentina di Crepax, che possono produrre nei maschi anche uno stereotipo femminile, la donna che deve essere attraente e sensuale per piacere. Quest’argomento ha colpito nel vivo le ragazze, alcune affermavano che era giusto rendersi belle e attraenti per essere notate, altre affermavano la loro libertà di essere quello che sono. Realizzare un collage insieme con un lavoro comune ha permesso anche questo, di spostare l’ago della bilancia sul NOI abbandonando per un momento quell’IO molto caro alle adolescenti.

 

 

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