Le Donne Fotografe vanno in mostra. Anzi, in due

L'associazione delle Donne Fotografe è in un momento di grande fermento: due mostre collettive,"Scolpite" e "Wall zine" e un nuovo direttivo, si parte da Milano. [di Liliana Barchiesi]

Le Donne Fotografe vanno in mostra. Anzi, in due
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17 Luglio 2021 - 21.31


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L’associazione delle Donne Fotografe è in un momento di grande fermento: due mostre collettive, un nuovo direttivo, una storia che parte da Milano e che “viaggia”.

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Inaugurata a Palazzo Reale il 13 luglio “Scolpite”, la mostra promossa dal Comune di Milano Cultura, organizzata da Donne Fotografe insieme a Terre des Hommes. Nella prestigiosa Sala degli Arazzi sarà aperta al pubblico dal 14 luglio al 5 settembre 2021 in adesione al palinsesto culturale “La bella Estate” promosso dal Comune

 

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Contesto diametralmente opposto per la mostra Wall Zine 2021

Storie di viaggio e per te il viaggio che cos’è?”

Wall Zine – su tutti i muri del mondo

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Affissione dal 19 giugno in via Corelli N°114 Milano.

 

Le due Mostre sono le ultime fasi di un percorso che prende ufficialmente le mosse dal 18 dicembre 2017 quando l’Associazione si costituisce:

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 “.…con l’obiettivo di valorizzare e diffondere il  lavoro delle fotografe… …….Valorizzare gli archivi fotografici contemporanei e storici

Attuare progetti a scopo sociale, artistici e culturali attraverso mostre, convegni, conferenze, pubblicazioni editoriali, divulgazione didattica e valorizzazione del linguaggio fotografico” come si legge nella sintesi dello Statuto.

 Il precedente che ha portato a questi sviluppi è stato un invito a

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Patrizia Pulga per presentare alla Casa delle donne di Milano il suo volume

Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi” Il coinvolgimento di Patrizia in Associazioni di Fotografe a livello internazionale e il suo suggerimento è stato invito e stimolo alla nascita della nostra  Associazione.

 

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Per presentare il primo lavoro collettivo della Associazione è stata scelta Milano, presso la Feltrinelli di Piazza Piemonte il 22 novembre 2018 con la proiezione del video Bodystorming. Non casuale la scelta del corpo femminile, tema centrale del femminismo storico, ma al di là della appartenenza o coscienza femminista, la ricerca sul corpo è pressoché sempre al centro dell’interesse delle donne che praticano la fotografia, e questo dal suo nascere. “…la tempesta evocata nel titolo sembra irrompere come elemento vitale…. enfatizzando la personalissima ricerca di un sé femminile contemporaneo, potente e ancora in cammino” come cita la presentazione del video

 

 

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Il successivo lavoro collettivo si è concretizzato nel progetto Invisibile con qualche analogia con il precedente Bodystorming.

 Il focus è sulla invisibilità-identità non solo del femminile la cui rappresentazione è tuttora ancorata agli stereotipi, ma nella situazione storica attuale anche alle tante invisibilità nuove e diverse. Le 32 fotografe che espongono hanno modulato il loro lavoro su note differenti: da immagini intimistiche al reportage di ricerca e denuncia.

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La Mostra a cura di Maura Pozzati selezionata per il festival della Filosofia edizione 2019 si è inaugurata a Modena in settembre; successivamente esposta al Quadriportico dell’Archiginnasio di Bologna nel nov.2019. Da ultimo nella Chiesa di Sant’Agostino di Pietrasanta, programmazione slittata a causa Covid con apertura al pubblico dal 22 maggio al 22 giugno 2020.

 

E da qui torniamo alle nostre due Mostre attualmente esposte a Miano.

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Scolpite Riflessioni Fotografiche Intorno alla Statuaria Femminile ha avuto una anteprima nell’occasione del Brescia Photo Festival 2021 esposta dal 27 maggio al 13 giugno al Palazzo Facchi dimora storica al centro della città. Il progetto Scolpite ha un collegamento ideale con il grande lavoro fatto da Toponomastica Femminile Associazione che dal 2014 si è adoperata allo scopo di restituire voce e visibilità alle donne che, in tutti i campi, hanno contribuito a migliorare la società, ottenendo notevoli risultati.  Così lo sguardo delle 35 fotografe che espongono giocano su piani e in modi diversi cogliendo presenze e assenze, donne di marmo ma anche in carne ed ossa, cogliendo stereotipi, i più, ma anche  possibili alternative.  Suggerimenti per restituire alle donne una identità troppo a lungo negata.

 

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Wallzine Il progetto prende le mosse da una iniziativa del Comune di Milano che ha reso disponibili 100 muri in 70 zone della città a disposizione di diversi linguaggi artistici e culturali allo scopo di interagire con i quartieri ed i suoi abitanti. Quindici delle nostre socie: il Gruppo Wall Zine DF ha colto la sfida pensando che Milano potesse divenire punto di partenza per storie che mettessero in connessione altre città ed altre storie.

Via Corelli era la sede del Centro di Accoglienza per i richiedenti asilo, richiedenti ai quali venivano forniti servizi e aiuti, non ultima una scuola di italiano sostenuta anche dal Comune. Attualmente c’è invece un Cpr, Centro di permanenza e rimpatrio degli stranieri irregolari, una struttura chiusa per attuare le espulsioni. Non stupisce che il tema scelto sia quello del Viaggio

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Storie di viaggio e per te il viaggio che cos’è?”

15 viaggi di 15 diverse autrici si snodano lungo un muro di 120 metri, grandi foto plastificate destinate comunque a deperire presto. Storie in immagini e molte parole, poesie, liriche, di autori celebri o sconosciuti, parole raccolte, parole perse e ritrovate. Tutti lavori di grande impatto emotivo sia che siano   testimonianze di viaggi disperati o viaggi più intimistici.

(per i nomi delle fotografe che espongono o hanno esposto nelle diverse Mostre o altri e più ampi dettagli   www.donnefotografe.org )

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Recentemente è stato eletto il nuovo direttivo, Anna Rosati e Isabella Balena

sono al secondo mandato, mentre è il primo per Loredana Celano, Margherita Dametti e Margherita Verdi; ma tutte loro sono con noi dalla nascita della associazione. Oltre ai ruoli pertinenti al direttivo si occupano attivamente di altri aspetti, Anna Rosati dell’Immagine e della grafica, Loredana del sito, Isabella come organizzatrice ha compiuto miracoli per l’allestimento di Scolpite in meno di un mese, coadiuvate dalle colleghe che   si sono rese disponibili. Margherita Verdi, la nuova presidente, oltre che un rispettabile curriculum come fotografa ha maturato collaborazioni come organizzatrici per enti pubblici e privati. Vicepresidente è Margherita Dametti, la sua laurea in Arabo le ha aperto la collaborazione nella cooperazione internazionale in Medio Oriente e Africa.

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Con piacere parlo del nuovo direttivo oltre che per rendere riconoscenza al loro impegno anche perché questo direttivo ben rappresenta le diverse anime e peculiarità della Associazione, con ricchezza di esperienze e competenze differenti. Attualmente sono 48 le socie provenienti da tutta Italia, alcune delle quali operano all’estero.

 

In un recente incontro con Margherita Dametti ho avuto modo di porle delle domande che riporto qui in breve sintesi

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 Considerato che hai accettato l’invito a candidarti per il nuovo direttivo cosa ti ha convinto e, hai in serbo qualche nuova proposta o idea per il futuro della Associazione?

 

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“Ho deciso di candidarmi al Direttivo di Donne Fotografe perché credevo fosse importante mettermi maggiormente in gioco in un progetto in cui credo molto. Questa Associazione è una realtà che può giocare un ruolo sociale e politico importante, e ne faccio parte con grande convinzione.

Nel futuro, mi piacerebbe valorizzare al meglio la volontà del gruppo di fare scelte coraggiose. La fotografia è messaggio visivo di grande potenzialità,

possiamo dare voce alle urgenze della attualità, tanti i temi rilevanti che  possiamo trattare uscendo dai luoghi consueti della cultura per andare tra la gente e far arrivare i nostri messaggi ad un pubblico più allargato.  La pandemia ha dato una spinta in questo senso, è il momento giusto per uscire nei luoghi della collettività, sviluppando progetti fotografici inediti di lungo termine e ampio respiro”.

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Vorrei concludere con una riflessione personale che nasce dalla mia appartenenza ad entrambe le due Associazioni Giulia Giornaliste e Donne Fotografe. Perché dunque non aprire ad un confronto e a collaborazioni fra le colleghe di penna e di immagine. Conservo un bel ricordo di qualche anno fa quando insieme alle Giulie, fra cui Marina Cosi, collaborai ad una presentazione alle Stelline promossa dalla Unione Europea. Il tema verteva sulla rappresentazione della donna nella pubblicità. Molto possiamo fare perchè molti sono i temi, gli interessi gli obbiettivi che ci accomunano. Pensiamoci

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