Il Forum delle giornaliste guarda all'Europa

Una sessione speciale con il progetto #Europe4Future, per il quale GiULiA parteciperà a webinar, talk, workshop. Marilù Mastrogiovanni: "Porteremo la voce delle donne e dei giovani in Europa".

Sesta edizione straordinaria di FMWJ

Sesta edizione straordinaria di FMWJ

redazione 27 luglio 2021

Il Forum delle giornaliste del Mediterraneo “parla” europeo con una sessione speciale, da maggio a dicembre, dedicata al futuro dell’Europa visto dalle donne e dai giovani: #Europe4Future. Una maratona di webinar, talk e workshop, da ora a febbraio 2022.

 

Giulia giornaliste, infatti, aderisce al network attivato dal progetto Europe4future finanziato dal Parlamento europeo – capofila CREa onlus; partner il Forum of Mediterranean Women journalists e il gruppo editoriale City news - partecipando ai webinar organizzati dal progetto, presentando idee e proposte relative al settore dell'informazione, che saranno inserite nel "Manifesto di Taranto": una carta, frutto di un lavoro collettivo, plurale, dal basso, che sarà presentata nel corso dell'evento finale del progetto, previsto per febbraio 2022, e al Parlamento europeo, per elaborare nuove misure e linee di finanziamento a favore del settore dell'informazione e delle donne giornaliste.



Sin dalla prima edizione del 2016 il Forum – organizzato da GiULiA giornaliste, in collaborazione con la cooperativa di giornalisti “Idea Dinamica” - si tiene in Puglia, terra di confine, crocevia di culture e di popoli, ponte ideale sul Mediterraneo e luogo reale per le giornate del Forum, che richiamano a sé le giornaliste e le reporter indipendenti, ma anche esperte, attiviste, scienziate e ricercatrici universitarie, impegnate sui diritti umani e sui gender studies. Tutte insieme per raccontare e testimoniare le proprie storie, dalle variegate sponde dei paesi Euro-mediterranei.



Nato da un’idea e dall’impegno di coordinamento e direzione di Marilù Mastrogiovanni (Marilù è anche la direttrice de “Il Tacco d’Italia”, il quotidiano edito dalla coop. Idea Dinamica che si è ritagliato un ruolo di rilievo nell’editoria d’inchiesta), il Forum, organizzato anche in collaborazione con l’Università di Bari e il suo master in Giornalismo, arriva quest’anno in questa veste straordinaria alla sua sesta edizione. In questi anni è stato finanziato dal Corecom Puglia, la Consigliera di parità regionale, Amnesty, FNSI, Ipres, ed ha ricevuto il supporto e il partenariato di numerosi enti ed associazioni, nazionali ed internazionali.



“Porteremo in Europa la voce delle donne e dei giovani, delle ragazze e dei ragazzi, a cui chiederemo di costruire con noi giornaliste l’Europa del futuro – spiega Mastrogiovanni presentando il progetto -. Raccoglieremo le loro idee e le loro proposte concrete sul “post Recovery fund” e proveremo a disegnare il futuro dell’Europa a partire dal Sud Italia. Chiederemo alle donne e ai ragazzi, che coinvolgeremo attraverso le scuole, le università, le associazioni studentesche, di essere visionari e di non avere paura nel disegnare un futuro possibile, un modello di sviluppo diverso, dove nessuno rimane indietro”.

Le loro proposte, confluiranno nel “Manifesto di Taranto”, per arrivare alla “Conferenza sul futuro dell’Europa”. “Perché Taranto? – continua Mastrogiovanni - Perché Taranto merita di essere amata, deve diventare il simbolo della transizione ecologica, dello sviluppo sostenibile possibile, della bellezza e della vita, non dello scempio ambientale e della morte. La rinascita dell’Italia deve partire dal Sud e deve essere Taranto il suo goal più riuscito”.

Il progetto sarà anche un progetto editoriale, una comunicazione sperimentazione e dal basso: una piattaforma on line con una “self publishing area”: chiunque, le associazioni, gli stakeholders, gli studenti e le studentesse, potranno pubblicare le loro idee sul futuro dell’Europa. Inoltre, usando gli hashtag #TheFutureIsYours #Eu4F, tutti i commenti pubblicati dagli utenti di Facebook, Twitter e Istagram, compariranno in automatico sulla home page del portale del progetto, in un apposito “social wall”.