Donne di carta

Carte d’archivio inedite e testimonianze per ricomporre la storia al femminile di un’industria di Stato nel libro della collega e "giulia" Mara Cinquepalmi

La copertina di "Donne di carta" di Mara Cinquepalmi

La copertina di "Donne di carta" di Mara Cinquepalmi

Redazione 27 febbraio 2018

Dare voce alle donne attraverso le loro storie, le carte di una vicenda mai raccontata. Lo fa Donne di carta. Il Poligrafico nei documenti dell'Archivio di Stato di Foggia e nei ricordi delle lavoratrici, il libro della giornalista Mara Cinquepalmi che sarà presentato domani, mercoledì 28 febbraio, alle ore 18, al Centro delle donne di Bologna (via del Piombo, 5).



Il libro, edito da Il Castello edizioni e con la prefazione di Linda Giuva, docente di Archivistica generale all'Università La Sapienza di Roma, racconta attraverso giornali, atti parlamentari, documenti mai pubblicati prima dell’Archivio di Stato di Foggia e attraverso le voci delle donne del primo vero tentativo (in tutta Italia) di istituire un sistema di welfare all’interno di un’industria di Stato.
Dall’inaugurazione nel dicembre 1936 alla ricostruzione nel dopoguerra, dalle lotte sindacali ai ricordi di una vita consegnati da alcune protagoniste a queste pagine, Donne di carta, vuole restituire un’epopea e un sistema industriale che non esistono più. Donne di carta nasce da www.viadelmareracconta.it, il progetto web realizzato da Cinquepalmi nel 2014 che coniuga datajournalism e memoria. Il libro prende le mosse dal progetto web ampliando la ricostruzione storica del periodo (1943-1948) documentato da un fascicolo inedito dell'Archivio di Stato di Foggia.



Questa - scrive l'autrice nel prologo - è una storia che valeva la pena di essere raccontata perché la Cartiera di Foggia non esiste. Non esiste - o quasi - negli archivi e nelle biblioteche. Esiste, invece e per fortuna, nella memoria delle donne e degli uomini che vi hanno lavorato. Esiste nelle pagine dei giornali che nel corso degli anni hanno documentato fatti, timori e speranze di un impianto industriale che, nel bene e nel male, ha segnato la storia della città. Una fabbrica, una città, un cuore d’acciaio che batte in periferia da oltre ottant’anni. Migliaia di uomini e donne che hanno trascorso gran parte della loro vita tra carta, filigrana, colla, cellulosa. Non può esserci la storia di una fabbrica senza le storie delle donne e degli uomini che vi hanno lavorato. Questo libro è un racconto, una cronaca che mette insieme dati, fatti, carte d’archivio e storie”.


Dopo gli incontri già avvenuti a Foggia e Padova, alla presentazione di Bologna partecipano con l'autrice Leda Guidi e Milena Schiavina dell’associazione Orlando.