"Direttrice d'orchestra? Queste donne non sanno più stare al loro posto"

Intervento immaginario - ma neanche tanto - sulle "concessioni linguistiche" fatte alle donne, dal punto di vista di un uomo. (O anche: collage di post dopo il caso-Sanremo). [di Marina Cosi]

Il commento sul Corriere della Sera

Il commento sul Corriere della Sera

Marina Cosi 6 marzo 2021

No scusate, allora fatelo su ogni cosa, se proprio volete protestare contro le discriminazioni. Son bravi tutti a dire che ogni persona ha diritto ad essere definita con le parole del proprio genere, come contadino e contadina o commesso e commessa. Il problema è che le donne non son più capaci di stare al proprio posto.
E a far loro delle concessioni, sia pure avallate dall’Accademia della Crusca, eccedono: gli dai un dito declinato al maschile e zac! loro si prendono l’intera mano, cioè appunto tutte le dita e se le declinano al femminile. 

Abbiam concesso parole come maestra e infermiera e loro si mettono a fare le professoresse sostenendo che l’italiano è una lingua binaria che non ha il neutro e dunque neanche il maschile inclusivo. Ma scusate, provate a dire “vi presento il rettore dell’ateneo di Cagliari”, dico così per fare un esempio a caso, e poi arriva una donna: i vostri circuiti cerebrali inciampano!
E magari poi questa donna tendendovi la mano afferma “Piacere, sono il rettore” facendo così collassare definitivamente i poveri circuiti. Comunque che senso ha intignarsi su queste distinzioni, offensive della naturale gerarchia fra uomo e donna, quando nel mondo ci sono problemi ben peggiori. La fame, il riscaldamento globale, il coronavirus, la lotta per lo scudetto?

Lo dicono anche molte donne, donne vere eh, con tutti gli accessori femminili d’ordinanza, capelli lunghi e tacco 12, che preferiscono essere chiamate per esempio direttore.

Perché sono intelligenti, sanno che noi, cioè volevo dire che definirsi come noi, aumenta credito e stima. Prova a dire per esempio: Sono una direttrice. E tutti a chiederti: in quale scuola? Se invece dirigi un’orchestra da direttore vuoi mettere?
Uffa sempre a replicarmi con la storia della blind audition delle giurie orchestrali americane, che da quando iniziarono a selezionare musicisti nascosti da un tendaggio …l’assunzione di donne passò dal 5% al 50%.

Ma cosa sto a parlare a fare, quando tutti sanno che le donne sono le peggiori nemiche delle donne, come dimostrano le kapò nei campi di concentramento, le barzellette sulle suocere, le Venezi sul palco di San Remo?
La verità è che anche noi uomini dovremmo smetterla di essere genrosi e condiscendenti e cominciare a sottolineare le discriminazioni. Invece, giusto per fare un esempio, abbiamo mai protestato perché si pubblicizzano soltanto mozzarelle fatte col latte di bufala e mai di bufalo?