Torna Ju Buk Festival, rassegna femminista di libri, arte e pensiero critico

Dal 24 luglio al 12 agosto 2026 torna Ju Buk Festival, alla sua VI edizione: rassegna di libri femminista e antifascista, negli anni si è affermata come spazio politico e laboratorio culturale capace di intrecciare pensiero critico, giornalismo, editoria, attivismo, arti, memoria e innovazione sociale, per riscrivere una nuova grammatica dei rapporti tra i generi e del vivere collettivo

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2 Luglio 2026 - 14.01


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Anche quest’anno Ju Buk festival trova casa sulla via della Transumanza, tra Peschici in Puglia e Scanno in Abruzzo, spazi simbolici di incontro, contaminazione e comunità. Giorni di dibattiti, interviste, performance, mostre, musica live, reading, fotografia, satira e presentazioni di libri, che esplorano tutte le dimensioni del sociale: violenza di genere, educazione sessuo-affettiva, discriminazioni, nuovo capitalismo dei dati, giovani e salute mentale, genocidio e guerra.

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Molti i grandi nomi della cultura e dell’editoria tra cui Giulia Caminito, Nadeesha Uyangoda, Monica Acito, Maddalena Vianello, Lucia Tancredi, Anna Rizzo, Claudileia Lemes Diaz; volti noti del giornalismo e della tv fra cui Marianna Aprile, Azzurra Rinaldi, Analisa Cuzzocrea, Antonella Napoli, Lucy Cooke oltre a Barbara Schiavulli direttrice di RadioBullets e Valerio Nicolosi autore di Scanner per Fanpage che riceveranno il premio Ju Buk for Social Sustainability.  Nuove voci e figure di riferimento del pensiero d’avanguardia contemporaneo: attiviste, creator, psicologhe, sociologhe, ricercatrici, imprenditrici, manager e leader dell’innovazione sociale.

Dai territori appenninici alla piattaforma internazionale

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Ju Buk quest’anno, grazie all’ impegno e alla passione di Stefania Pezzopane, è parte del calendario de L’Aquila Capitale della Cultura 2026 ed evolve da evento radicato nei territori appenninici a piattaforma culturale internazionale.

Un festival politico e culturale

Ju Buk 2026 risponde alle regressioni dei diritti, alla disinformazione, al disinvestimento culturale con strumenti politici e democratici: narrativa, giornalismo d’inchiesta, saggistica critica, pensiero e pratica femminista, arti e performance. Il Festival è ideato e diretto da Eleonora de Nardis Giansante, membro del direttivo di GiULiA giornaliste, sociologa, scrittrice, giornalista e imprenditrice culturale: «Il nome Ju Buk – la bisaccia del pastore nomade – è più che un simbolo: è una dichiarazione di metodo. Come i tratturi della transumanza, il Festival non chiude ma collega, non resta fermo ma migra; dalle montagne d’Abruzzo alle coste pugliesi, dai borghi dell’Italia interna alle rotte globali dei femminismi contemporanei, Ju Buk costruisce ponti tra territori, saperi e generazioni. Ju Buk cammina come un gregge, costruisce ponti come i tratturi e rivendica un femminismo concreto, politico, collettivo: è un luogo di parola, confronto, emozione e visione. Uno spazio mutuamente inclusivo, aperto, gratuito, partecipato».

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L’edizione 2026 è realizzata in partnership con Comune di Scanno, Comune di Peschici, Il mondo in una Stanza, Mondadori Bookstore di Sulmona, Violascharme, con il sostegno del Consiglio Regionale abruzzese, Fondazione Carispaq, Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, Fondazione Pescara Abruzzo, Giustizia Vivace, Megera ed Equonomics, con la media partnership di Alias di  FactoryA, Radio Parco, Booktour  e i patrocini del Ministero della Cultura, Regione Abruzzo, Regione Puglia, Sapienza Università di Roma e altre realtà del mondo sociale, artistico, accademico e istituzionale, da Feminism fiera dell’editoria a Semia Fondo delle Donne.  

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