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Nuove minacce alla collega Mastrogiovanni per la sua inchiesta sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nel business turistico salentino

Marilù Mastrogiovanni all'Assemblea nazionale di Articolo 21

Marilù Mastrogiovanni all'Assemblea nazionale di Articolo 21

Redazione 12 luglio 2018

Diventa sempre più difficile la vita e il lavoro di chi sceglie di fare inchieste giornalistiche, soprattutto in zone di periferia e in cui i riflettori non sono sempre accesi e lo spazio per approfondire diventa poco o irto di ostacoli.


Ce lo raccontano tante colleghe, operative in diverse parti di Italia, al Sud in particolare. E ce lo confermano le ennesime attenzioni e intimidazioni subite dalla nostra Marilù Mastrogiovanni a seguito della pubblicazione sul sito Il Tacco d'Italia della sua inchiesta sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nel business turistico salentino.


Una situazione che sembra non avere fine e su cui l'Associazione della Stampa di Puglia, la Federazione della Stampa italiana e GiULiA Giornaliste intervengono per esprimere solidarietà e vicinanza alla collega.

«Rinnovando fiducia negli inquirenti che stanno già indagando sul caso e ringraziando le forze dell'Ordine e il Prefetto di Lecce per le misure di controllo adottate a tutela della collega», il sindacato nazionale Fnsi e regionale dei giornalisti Assostampa Puglia ricordano che «da tempo la collega Mastrogiovanni subisce segnali di intimidazione per il suo lavoro, al punto da essere stata costretta a vivere per un lungo periodo sotto scorta e successivamente a trasferirsi con la propria famiglia da Casarano». 

«Gettare immondizia nel cortile della sua casa, come accaduto nelle scorse settimane, o inviare quasi quattromila mail minatorie sulla sua casella di posta – conclude il sindacato – sono atti vili che non impediranno alla collega di continuare ad esercitare il sacrosanto diritto di cronaca».