E' rispuntato il ddl Pillon e le donne tornano in piazza

Il 23 luglio riprende alla Commissione del Senato la discussione sul provvedimento, “congelata” dopo le manifestazioni di Verona. Una restaurazione patriarcale [di Silvia Garambois]      

Manifestazione contro Ddl Pillon

Manifestazione contro Ddl Pillon

Redazione 22 luglio 2019
Ci risiamo. E' rispuntato il ddl Pillon. E noi siamo di nuovo in piazza...
La reazione delle donne alle manifestazioni pro-family di Verona aveva “congelato” la discussione, il provvedimento sembrava rimandato a data da destinarsi. Con il caldo di fine luglio, invece, si ricomincia.
A poche ore dall’approvazione di “Codice Rosso”, legge paternalistica contro la violenza alle donne, che nulla immagina per il reinserimento delle donne che hanno subito l’incubo della violenza se non un assistenzialismo spicciolo, ecco che ritorna in Commissione al Senato il “disegno di legge 735”, che – come scrive Nadia Somma sul Fatto - “espone le donne alla reiterazione delle violenze perché le lascia ostaggio degli autori di violenza. Una contraddizione che rivela come siano forti le reazioni conservatrici per controllare le donne, fino a non riconoscere o a rimuovere il problema della violenza”.

“La minaccia di una modifica del Codice della famiglia – dice la presidente di Di.Re. Lella Palladino - attraverso il Ddl Pillon e gli altri disegni di legge collegati, completa un quadro di restaurazione patriarcale delle relazioni tra uomini e donne che il governo sta continuando a portare avanti”.
La blogger Giulia Blasi (con la quale ci siamo ritrovate in tanti corsi di formazione dell’odg contro la violenza alle donne), su Exquire aggiunge che “se poi passasse il ddl Pillon, caldeggiato proprio da Bongiorno, per i violenti sarebbe ancora più facile farla franca: separarsi sarebbe quasi impossibile per la maggior parte delle donne, che nei matrimoni sono quasi sempre la parte economicamente debole e non potrebbero affrontare i costi emotivi e finanziari di un divorzio come previsto dalla legge proposta dal senatore leghista”.
Sono analisi che ci vedono d’accordo: GiULiA è da lungo tempo impegnata su questi temi, certa che non serva la “vendetta” (che si traduce in inasprimento di pene, addirittura la “promessa” castrazione chimica) per affrontare il problema della violenza contro le donne, ma un serio capillare impegno culturale, che passa anche attraverso i nostri giornali e il modo in cui raccontiamo la violenza.  Per questo abbiamo anche realizzato il manuale “Stop violenza: le parole per dirlo”, ormai distribuito in migliaia di copie a colleghe e colleghi durante i corsi dell'Ordine dei giornalisti. 
Per questo, anche noi saremo in piazza il 23 luglio quando riprende in Commissione Giustizia al Senato la discussione sul Ddl Pillon e sugli altri disegni di legge collegati, nonostante centinaia di migliaia di uomini e donne in Italia ne abbiano chiesto il ritiro.


 


 


D.i.Re, Differenza Donna, UDI, Rebel Network, Se non ora quando? – Coordinamento nazionale comitati, Casa internazionale delle donne, ARCI Nazionale, ArciLesbica Roma, CGIL e UIL hanno indetto una conferenza stampa alle 16.30 di martedì 23 luglio, Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama. Ecco il testo d’invito: “Tanti/e parlamentari e rappresentanti delle istituzioni in questi mesi si sono espressi/e pubblicamente contro un disegno di legge lesivo per la libertà di tutti e tutte e potenzialmente molto pericoloso per i bambini e le bambine.


È arrivato il momento di verificare la fondatezza di tali dichiarazioni: CHI è dalla nostra parte e CHI no, chi è dalla parte delle donne e dei/lle bambini/e e chi no, CHI è disposto in Parlamento a far sentire la propria voce e a rispondere alla propria coscienza.


Le associazioni, i centri antiviolenza, il movimento femminista, le organizzazioni sindacali che in questi mesi si sono mobilitati per chiedere il ritiro del Ddl Pillon invitano perciò i/le parlamentari di tutti gli schieramenti a una conferenza stampa – martedì 23 luglio alle 16.30, Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama, Roma – per dimostrare pubblicamente il proprio impegno a fianco delle donne e i/le loro figli/e”.


 


Promuovono la conferenza stampa:


 


D.i.Re – Donne in rete contro la violenza,


Differenza Donna Ong


UDI – Unione delle donne in Italia, Rebel Network, Se non ora quando? – Coordinamento nazionale comitati, Casa internazionale delle donne, ARCI Nazionale, ArciLesbica Roma, CGIL – Confederazione generale italiana del lavoro, UIL – Unione italiana lavoratori