Donne, copritevi. Anche quando allattate

La ministra Grillo invita all’allattamento al seno e il Parlamento reclude le neo-mamme nello stanzino [di Silvia Garambois]

Allattamento al seno

Allattamento al seno

di Silvia Garambois

La ministra alla salute Giulia Grillo ha promosso una campagna di civiltà: quella per l’allattamento al seno, “sempre e ovunque”. Ha chiamato per lo spot una coppia comica raffinata, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, che è più facile trovare a teatro (o alla radio) che non in tv. Poi ha elencato i motivi per cui allattare al seno è meglio: è gratis, è naturale, il latte è sempre pronto alla giusta temperatura, migliora la salute del bimbo e della mamma. Al di là delle motivazioni scelte, che fanno sorridere, evviva!Morale: quando alla Camera – ultima seduta prima delle vacanze - si è discusso dell’allattamento al seno delle deputate chiamate al voto è scoppiata la bagarre. Tutto bene finché è una comica come Maria Di Biase a scandalizzarsi di fronte a una giovane mamma che allatta, e dire: “Ma non si vergogna?”. Per poi aggiungere: “Ancora le spalline anni Ottanta! (L’allattamento al seno, invece, è naturale)”. Quando il dibattito approda a Montecitorio gli onorevoli, invece, si fermano al “Non si vergogna…”.


La solita frase che si sente dire - volutamente ad alta voce - in tram, quando una mamma porta il piccolo al seno, pur coprendosi con lenzuolini, scialli, teli… E sembra di cadere in una terra di nessuno, e non si capisce “quando” in questo Paese è diventato vergognoso allattare. Non lo è in Africa e non lo è in Svezia, e di Madonne che allattano è piena l’iconografia religiosa, c’è addirittura la festa liturgica della Madonna del latte!


Quel che un po’ fa vergogna, invece, è che il nostro Parlamento sia ripiombato al Concilio di Trento, sedicesimo secolo, quando la Madonna con i seni scoperti venne ritenuta pericolosa per la moralità e inammissibile motivo di “distrazione” e spunto per cedimenti nella fede. Ufficialmente, comunque, i nostri Parlamentari non tirano in ballo “distrazioni” (qualcuno a dire il vero ci prova) ma soprattutto i pericoli per il bebé per l’aria insalubre dell’emiciclo. E su questo difficile dar loro torto, anche se forse non per le loro stesse ragioni…Così, mentre al Parlamento europeo le giovani mamme si presentano al voto col bimbo al seno, e dal Giappone al Cile si discute del diritto alla maternità (e alla paternità) dei rappresentanti del popolo, a Montecitorio si è finalmente trovato un accordo bipartisan “all’italiana”, su proposta di Giorgia Meloni: una stanzetta separata con bottone per votare, dove le neo-mamme potranno allattare e compiere il loro dovere di deputate. E la discussione è stata rimandata a settembre, crisi di governo e calendario parlamentare alla mano.Resta tutta intera la doppia marcia, o sarebbe meglio dire la doppia morale, che da un lato sprona la ministra Grillo a una campagna giusta come quella per l’allattamento al seno “sempre e ovunque” (al bar, in tram, in coda alle poste…) e dall’altra il fulgido esempio del Parlamento che rinchiude le neo-mamme nello stanzino. Per carità: per non inquinare i piccoli.