Quando le donne raccontano le donne, senza stereotipi

Successo dell’XI Lesbian Film Festival “Some Profer Cake” a Bologna, con documentari di alta qualità [Di Rosa Leanza]

Una scena del documentario "Juck"

Una scena del documentario "Juck"

Redazione 26 settembre 2019
di Rosa Leanza

L’undicesima edizione di Some Prefer Cake Bologna lesbian film festival si è conclusa con alta partecipazione di pubblico e ottima qualità dei documentari, corti e lunghi. Il festival, dopo la scomparsa dell’ideatrice Luki Massa, sperimenta la direzione artistica e collettiva affidata a Comunicattive. 


Le tre giornate 20, 21 e 22 settembre confermano “la dimensione comunitaria del festival, un festival della comunità lesbica e femminista”, come dice Elisa Coco dell’associazione Luki Massa.


Unanime il giudizio della giuria e del pubblico su “The rest I make-up” miglior documentario di Michelle Memran su e con Maria Irene Fornes la scrittrice di teatro e regista raccontata negli ultimi anni della sua esistenza tra creatività e declino delle facoltà intellettive. Applausi calorosi al documentario “Juck” su un gruppo di danza che “provoca emozioni di disgusto alle persone che hanno una visione stereotipata della femminilità e che invece danno forza alle altre donne”, secondo la definizione della regista Olivia Kastebring. 17 minuti di pulsante vitalità che si è avvalso del meticoloso lavoro di Therese Elfström al montaggio: ”Non abbiamo voluto essere accademiche, abbiamo ridotto al minimo le parole esaltando corpi, movimento e musica”.


Tre le fiction presenti alla rassegna, premiato dalla giuria il messicano “Clases de historia” su un’insegnante che riscattata una vita monotona entrando in relazione con una giovane alunna negli ultimi giorni della sua esistenza. Il pubblico ha votato pari merito “Carmen y Lola”, su una storia d’amore tra due donne della comunità gitana e “Tell it to the bees” tratto dal romanzo di Fiona Shaw e  ambientato nella Scozia degli anni ‘50. Alle immagini in bianco e nero della comunitá lesbica di Chicago tra gli anni ‘30 e ‘70 seguono le più attuali di “Game girls” su Teri e Tiahna nella Los Angeles dei senza fissa dimora.


I documentari ed i corti si affermano sulle fiction in questa rassegna, la produzione di lungometraggi infatti è più costosa ed appartiene al mainstreaming. Ancora dall’Argentina il documentario di Marilena Gimenez “Una banda de Chicas” sul variopinto ed inaspettato mondo delle band musicali femminili a Buenos Aires. Ed infine presentato per la prima volta in Italia lo struggente “Marielle e Monica” sulla battaglia per i diritti LGBT portata avanti da Monica Benicio a pochi giorni dalla elezione del presidente Bolsonaro. Some prefer Cake si conferma così essere un viaggio tra passato e presente nel mondo della comunità lesbica resiliente e creativa.