Niente "Estate romana" per la Casa delle Donne

Ha vinto il bando per ospitare spettacoli ma da Raggi arriva un nuovo stop: non c'è disponibilità del bene... Ma non si chiude, si resiste! [di Eva Panitteri]

Manifestazione a difesa della Casa delle donne

Manifestazione a difesa della Casa delle donne

Redazione 13 luglio 2019
di Eva Panitteri
 
Si susseguono gli ostacoli che il Comune di Roma da più di un anno a questa parte pone alla Casa Internazionale delle donne: dopo la revoca della convenzione dello scorso anno, ricevuta insieme a critiche sulla gestione ed alla richiesta di saldare un debito di 800mila euro, senza possibilità di mediazione, dalle secche nelle quali è arenato da mesi ogni tentativo di dialogo, il caldo dell’estate capitolina fa emergere nuove e amare sorprese: nonostante la vincita del bando per l’Estate Romana infatti, il Comune “archivia” la richiesta ed informa il direttivo della Casa che non potrà procedere con gli spettacoli perché non avrebbe la “disponibilità del bene”. Questo nonostante nella prima metà di marzo una raccomandata del dipartimento Patrimonio e Politiche abitative intimasse l'esecuzione di lavori urgentissimi "per infiltrazione d’acqua" nella chiesa di Santa Croce delle Scalette all’interno del complesso del Buon Pastore, sottolinea la presidente del Consorzio, Francesca Koch nel corso della conferenza stampa del 7 luglio, convocata dalla Casa per “aggiornare sullo stato delle cose”.
«La misura è colma» dichiara in una nota Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Regione Lazio, presente alla conferenza.
Lo stop all’autofinanziamento di fatto imposto alla Casa delle donne è solo una delle tante contraddizioni nate dalla guerra politica dichiarata dalla giunta Raggi al consorzio che gestisce il complesso del Buon Pastore, guerra combattuta dall’amministrazione a colpi di silenzi e studiate assenze, per una strategia che di fatto blocca la Casa in una “palude d'incertezza” impedendo di progettare qualsiasi futuro. A parte qualche rassicurazione a voce, infatti, il Campidoglio non ha ancora formalmente risposto alla proposta di transazione avanzata da via della Lungara, pur avendola dichiarata “in dirittura d'arrivo” precisa Koch.
«La “ciliegina” del bando per l’Estate Romana prima vinto e poi revocato - si legge ancora nella nota di Bonafoni - è l’ultimo atto di offensiva contro la Casa Internazionale delle donne su una “torta” sempre più indigesta per tutta la città di Roma: lo stallo, la palude e il silenzio colpevole della Sindaca Raggi nella trattativa. Il non riconoscere un’interlocuzione vera alle donne del Consorzio non offende solo loro ma tutte e tutti coloro che in questi mesi si sono mobilitati a difesa del Buon Pastore. Unica nota positiva la presenza alla conferenza stampa della neodelegata della Sindaca per le Pari Opportunità [Lorenza Fruci – ndr], un segnale che speriamo preluda a un cambio di passo. Come Regione Lazio in questo ultimo anno abbiamo prodotto atti e norme che possono aiutare il Comune a prendere coraggio e a risolvere questa situazione una volta per tutte e nel migliore dei modi. E’ arrivata l’ora per Roma Capitale di uscire dal silenzio e rompere l’invisibilità a cui vuole costringere la Casa. Se Raggi ha a cuore il futuro di Roma, se per caso ha un’idea di che città vuole costruire, è arrivato il momento di battere un colpo».
In attesa di azioni concrete da parte dell’amministrazione capitolina, la presidente del Consorzio Koch conclude: «il nostro messaggio è che "La Casa è aperta, la Casa non chiude" e la programmazione estiva continuerà sia come riaffermazione “di esistenza” che come “forma di resistenza». 
La Casa Internazionale delle donne di Roma, dunque, attende e resiste attivamente. Sostenuta da una solidarietà corale, anche internazionale, che in questi mesi le è stata da più e più parti tributata.