In Italia si uccide di meno ma si continua a uccidere le donne

I dati del Dossier Viminale sono assai sconfortanti: calano tutti i delitti, solo quelli “in ambito familiare/affettivo” continuano a essere da record

Violenza contro le donne

Violenza contro le donne

Redazione 29 agosto 2019
I dati del Viminale si fermano al 30 di luglio: 145 delitti “in ambito familiare/affettivo” in un anno. In larghissima maggioranza donne. Rispetto all’anno prima diminuiti del 4%. Sarebbe davvero una bella notizia, sono sei vite umane guadagnate, conquistate, salvate.
In realtà la lettura del Dossier Viminale fa mancare un battito al cuore: perché alla voce complessiva “omicidi” il segno meno è ben del 16%, per cui il calo di femminicidi appare assolutamente fuori media. Su 307 omicidi (di cui 25 per mano della criminalità organizzata), quasi la metà sono quelli scatenati dalla violenza tra le mura domestiche… Non c’è nessuna “emergenza”, lo abbiamo detto troppe volte: e non c’è nessuna misura di emergenza da prendere.
C’è una realtà su cui bisogna avere finalmente la forza di intervenire. E su cui, invece, si sentono troppe parole e passi del gambero. I continui tagli ai Centri antiviolenza dovrebbero, quelli si, creare più di un allarme d’emergenza! 
E per l’esperienza diretta di GiULiA ci sono anche parecchie altre zeppe che vengono messe a fermare gli ingranaggi virtuosi. Così, mente attendiamo i risultati della Commissione contro i femminicidi istituita al Senato, dove siamo state audite, ci domandiamo ancora che fine ha fatto il tavolo per la formazione di tutti i soggetti che hanno un ruolo nei casi di violenza, dalle forze dell’ordine ai tribunali, dai centri antiviolenza ai giornalisti: era stato istituito presso il Dipartimento Pari Opportunità di Palazzo Chigi, ha fatto un paio di riunioni, ha recepito tutto il materiale dei nostri corsi (dal volume “Stop violenza: le parole per dirlo” al Manifesto di Venezia) poi a primavera ha rimandato l’incontro successivo “a data da destinarsi” … e a Ferragosto è caduto il governo.  Dal governo che si deve formare, ci aspettiamo molto di più. E le associazioni di donne sono pronte a pretenderlo.