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La collega Mastrogiovanni dovrà presentarsi di nuovo in Tribunale a Lecce per l'ennesima querela legata al suo lavoro d'inchiesta. La solidarietà di GiULia e della categoria

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11 Novembre 2025 - 18.22


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Alla vigilia dell’udienza fissata per domani presso il Tribunale di Lecce, GiULiA Giornaliste esprime piena solidarietà e affetto alla collega e amica Marilù Mastrogiovanni, tra le fondatrici dell’associazione, da anni oggetto di numerose querele temerarie e azioni intimidatorie per le sue inchieste su temi di interesse pubblico.

Il caso Mastrogiovanni è divenuto un simbolo dell’uso distorto dello strumento giudiziario per ridurre al silenzio i cronisti e limitare il diritto dei cittadini a essere informati. Un meccanismo che colpisce in particolare chi lavora in aree complesse, spesso senza adeguate tutele e in condizioni di isolamento professionale.

La collega era già stata assolta in appello da accuse di diffamazione per articoli riguardanti l’amministrazione di Casarano: un riconoscimento esplicito della correttezza del suo lavoro e dell’interesse pubblico delle sue inchieste. Ciononostante, il continuo susseguirsi di cause rappresenta esso stesso una forma di pressione, parte integrante della strategia di logoramento che mira a indebolire la libertà di informazione.

Negli ultimi mesi anche Sigfrido Ranucci, conduttore di Report e voce autorevole del giornalismo investigativo, ha ribadito la necessità di un intervento legislativo urgente contro le querele temerarie: “Non possiamo più permettere che la giustizia venga usata come bavaglio – ha ricordato – serve una legge che protegga i cronisti e scoraggi chi querela per intimidire.”
Un appello che GiULiA Giornaliste condivide pienamente, nella convinzione che una riforma anti-SLAPP efficace sia ormai indispensabile per difendere il diritto di cronaca e, con esso, la democrazia stessa.

I dati più recenti di Ossigeno per l’Informazione mostrano un aumento del 78% dei giornalisti minacciati o querelati in modo pretestuoso nel primo semestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. In moltissimi casi queste azioni non mirano a tutelare realmente la reputazione, ma vengono utilizzate come strumenti di intimidazione e logoramento personale ed economico.

Nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, GiULiA Giornaliste ribadisce la necessità di:

  • una riforma legislativa anti-SLAPP che impedisca l’abuso delle cause civili e penali per diffamazione;
  • una maggiore tutela legale ed economica per i giornalisti colpiti da querele intimidatorie;
  • un impegno del Parlamento a salvaguardare la libertà di stampa come bene costituzionale primario;
  • il rafforzamento di una rete solidale tra cronisti, sul modello della scorta mediatica, per proteggere chi continua a raccontare verità scomode.

GiULiA Giornaliste, insieme agli organismi di categoria e a Ossigeno per l’Informazione, sarà presente domani, 12 novembre, all’udienza di Lecce per manifestare vicinanza concreta a Marilù Mastrogiovanni e per ribadire l’impegno a vigilare costantemente sulla libertà di informazione, pilastro della nostra democrazia.

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