La riparazione. Venti donne che rammendano il mondo | Giulia
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La riparazione. Venti donne che rammendano il mondo

La storica Marcella Filippa racconta venti profili di donne europee vissute nel ’900, in un tempo di conflitti, violenze, persecuzioni.

La riparazione. Venti donne che rammendano il mondo
Foto di Elio Santos su Unsplash
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Stefanella Campana Modifica articolo

30 Aprile 2026 - 09.19


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«Anche nei tempi più oscuri abbiamo il diritto di attenderci una qualche illuminazione», scriveva Hannah Arendt. Nei nostri tempi oscuri leggere le storie di venti donne europee – alcune note, altre pressoché sconosciute – vissute nel Novecento tra conflitti, persecuzioni, violenze che nel fare quotidiano attraverso il canto, la musica, l’arte, la scrittura, la poesia, l’impegno politico hanno contrastato la barbarie che le assediava, ci aiuta a vivere l’oggi con speranza, a mantenere sempre accesa una luce.  Donne anche fragili ma capaci di tante forme di resistenza esistenziale, dell’arte della riparazione che Marcella Filippa, storica,  saggista e giornalista racconta con una scrittura appassionata e coinvolgente. Donne che ha incontrato nelle letture, nelle ricerche di tanti anni, nei film visti, nei racconti ascoltati nel tempo, nelle testimonianze raccolte, nei viaggi e nelle strade percorse. Donne attraversate dalla sofferenza, ognuna di loro con peculiarità uniche, capaci di rammendare il mondo. Un’arte, tradizionalmente femminile, «che ripara buchi e lacerazioni, un atto sovversivo e creativo che recupera e trasforma».

 L’antropologa Margaret Mead afferma che la civiltà inizia quando si cura qualcuno in difficoltà. «Le donne di cui mi occupo si sono prese cura, ognuna di loro a modo suo e in maniera originale, di qualcuno o di qualcosa, compiendo un atto di civiltà nel contesto di tragica inciviltà nel quale si sono trovate a vivere. Una cura per la vita» scrive l’autrice. Sono Maria Lucia Apicella Pisapia, Ada Ascarelli Sereni, Esther Bejarano, Rachel Bespaloff, Margarete  Buber-Neumann, Anna Cherchi, suor Giuseppina De Muro, Elettra Bruno Diena, Marianne Golz-Goldlust, Etty Hillsum, Milada Horàkovà, Milena Jesenskà, Lidia Menapace, Miriam Novitch, le donne di Rosenstrasse, Simone Veil, Ilse Weber, Margaret Bourke-White, Fernanda Wittgens, Tamara Cvetkoviç. «Per esse provo stordimento, stupore e meraviglia», scrive Marcella Filippa. Non si può che condividere questi sentimenti nel leggere le loro storie indimenticabili. E provare gratitudine e ammirazione.

Nella postfazione Marco Baliani, drammaturgo, regista teatrale e scrittore coglie l’essenza delle loro vite. «Il vivere di queste donne è una forma di resistenza ardua, ostinata, caparbia ma in special modo necessaria, non possono fare a meno di compiere le azioni che fanno e di scrivere le parole  che dicono, contro ogni evidenza di salvezza personale. Nel turbine di quegli anni del nostro passato prossimo novecentesco queste donne guidano la loro visione della vita secondo modalità ‘altre’ rispetto al potere dominante, secondo forme di intima ribellione, antagoniste sempre a un potere annientante e annichilente».  Un esempio, un aiuto per noi immersi in questo nostro presente dove dominano troppa violenza e disumanità.


La riparazione Donne che rammendano il mondo, di Marcella FilippaLindau Editore, pag. 176, euro 19.

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