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Le imprenditrici volano, al palo le altre

'Italia al secondo posto su 40 stati considerati in quanto a donne alla guida di imprese (il 3,62% di quelle che lavorano). Il 12,62% è freelance. Lo rivela l''Ocse. '

Le imprenditrici volano, al palo le altre

Redazione

6 Giugno 2012 - 18.02


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‘Parigi, 6 giu – In Italia, il 3,62% delle donne che lavorano e” imprenditrice, e il 12,62% lavoratrice freelance. Lo rivela l”Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), in un rapporto sull”imprenditoria basato su dati del 2009. Un dato che colloca il nostro Paese al secondo posto per quota di donne imprenditrici sui 40 Stati considerati nello studio. Le aziende con proprietaria singola e almeno un dipendente guidate da donne, rivela ancora lo studio, nel nostro Paese sono il 26,8% del totale; in gran parte, oltre il 90%, si tratta di imprese con meno di 5 dipendenti. I settori in cui sono piu” rappresentate sono quelli del commercio, dell”accoglienza e dei trasporti. Il tasso di natalita” di imprese guidate da donne, definita come la percentuale rispetto al totale di quelle attive, nel 2009 e” stato del 13,7%, superiore a quello registrato per le aziende guidate da uomini (10,9%). Il tasso di sopravvivenza a tre anni dalla creazione e” stato del 37,6%, leggermente inferiore a quello delle imprese a guida maschile (37,8%). Per quanto riguarda la quota media di donne nei consigli d”amministrazione delle aziende, le cifre dell”Ocse riportano il 13,8%, che scende al 7,9% circa per le societa” quotate. Il nostro Paese risulta al 26/o posto tra i 40 considerati nello studio per percentuale di donne nei cda; in testa alla classifica, l”Ungheria (35,5%) e gli Stati Uniti (31,3%). Nella top ten si trovano anche la Francia, nona con il 26,1%, e la Gran Bretagna, ottava con il 26,7%, mentre la Germania e” penultima, con il 5,7%.

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Nel 2011, invece, sono nate circa 10.000 nuove imprese gestite da donne, localizzate in prevalenza nel Centro Nord. Il tasso di crescita e” stato del 10,7% rispetto all”anno precedente contro lo 0,2% registrato dalle imprese maschili. In totale, oggi dunque le donne posseggono o gestiscono quasi il 24% delle imprese che operano sia nei tradizionali servizi, come alloggio e ristorazione, sia in quelli piu” innovativi e tecnologici.

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Non dimentichiamo però che, la perdurante difficolta” da parte delle donne di conciliare la vita familiare con quella lavorativa e l”inadeguatezza dei servizi sociali per la prima infanzia, ci dicono che (dati Istat) nel 2010, tra le donne che hanno figli con meno di 15 anni, le inattive sono il 40%; tra i 25 e i 34 anni, le madri occupate sono solo il 45% mentre i padri raggiungono l”87%. Il 30% delle madri (contro il 3% dei padri) ha interrotto il lavoro per motivi familiari e in genere l”occupazione femminile diminuisce con l”aumentare del numero dei figli. Secondo l”ultima indagine Isfol sull”occupazione femminile, poi, c”è da registrare che oltre il 35% delle donne inattive tra i 25 e i 45 anni considera obbligata la scelta di restare a casa. L”Italia si conferma quindi ancora una volta agli ultimi posti in Europa quanto a tasso di occupazione femminile (siamo 11 punti sotto la media Ocse).’

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