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'Tenetevi l''8 marzo. E a noi lasciateci una vita normale'

Appunti sparsi sulla Festa della Donna. Mentre Trenitalia ci offre due biglietti pagandone uno e il ministero dei Beni Culturali di entrare in ville e musei. Gratis [Adriana Terzo]

'Tenetevi l''8 marzo. E a noi lasciateci una vita normale'

Redazione

29 Febbraio 2012 - 11.03


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Lo sapevate che l”8 marzo si celebra la giornata mondiale del rene? Non è uno scherzo: la società italiana di Nefrologia e la fondazione italiana Rene, in collaborazione con la Croce rossa italiana e l’International Society of Nephrology, proprio per giovedì 8 marzo 2012 hanno promosso la settima Giornata Mondiale del Rene in cui sarà possibile misurare gratuitamente la pressione arteriosa e fare l’esame delle urine nei centri nefrologici e nelle piazze delle maggiori città italiane. Dite la verità, non lo sapevate e questa sì che è una vera notizia. Molto più di Trenitalia che ci offre di acquistare due biglietti pagandone uno o del ministero dei Beni Culturali che ci apre le porte di musei e monumenti. Con ingresso gratis, ovviamente. E solo per l”8 marzo, s”intende. Mi chiedono: e che vorresti i treni a sbafo tutto l”anno? O entrare dove ti pare solo perché sei donna?

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Un momento. Io, in realtà, non vorrei entrare gratis proprio da nessuna parte, anzi non vorrei mai questo trattamento di favore come si usa fare per una parte svantaggiata della società. Perché, alla fin fine, questo sancisce, ancora nel terzo millennio, il festeggiamento della festa dell”8 marzo: ricordare al mondo di ricordarsi di noi. Che andremo in pensione a 67 anni dopo infiniti lustri di lavoro di cura con genitori, figli e nipoti; che non abbiamo accesso ai vertici, e a dirla tutta, spesso neanche alle basi; che a parità di mansioni non abbiamo lo stesso trattamento economico dei colleghi; che ci fanno firmare le dimissioni in bianco per poterci licenziare senza problemi nella malaugurata ipotesi che rimaniamo incinte (mentre saremmo da idolatrare per la stessa ragione); che per il solo fatto di essere donne abbiamo diritto al trattamento speciale della [b]mattanza[/b], sempre e ad ogni occasione, specialmente se ci separiamo dal nostro partner o anche se solo pensiamo di farlo; che siamo disoccupate al 64% come dice l”Istat, mentre il 61% di noi percepisce meno di 500 euro al mese di pensione, come dice l”Inps; che per comparire in una qualche lista elettorale o in posizioni decisionali nelle giunte comunali ci dobbiamo inventare chissà quali storie con i vari sindaci e assessori; che ci tocca vivere in città sempre più a misura di caos e non concilianti con i nostri tempi e spazi che parlano di poppate, di spesa, di visite mediche, di parchi per le bambine; che vorremmo dare al nostro paese un contributo culturale e politico e invece ci tocca di mostrare la farfallina sulla coscia; che siamo e restiamo invisibili anche verbalmente perché, spesso e volentieri, la lingua italiana non ci contempla. Insomma, se proprio ci tenete, riprendetevi pure la festa dell”8 marzo. Ma in cambio lasciateci, almeno, una vita più decente.

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E veniamo a Trenitalia che promuove la Festa della donna 2×1 che consentira” di viaggiare in due, spendendo la meta”, purche” uno dei passeggeri sia una donna. L”offerta e” valida sui treni dell”alta velocita” Frecciarossa e Frecciargento in prima e in seconda classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard, su tutti gli altri treni del trasporto nazionale, dai Frecciabianca agli Intercity nelle tratte nazionali. Lo speciale biglietto 2×1 si potra” acquistare fino al 7 marzo presso tutti i canali di vendita.

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Anche quest”anno, il Mibac (ministero per i beni e le attività culturali) consentirà, nella giornata dell”8 marzo, l”ingresso gratuito a tutte le donne all”interno dei musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali. “L”iniziativa – spiega una nota del ministero – nasce con l”intento di sensibilizzare il pubblico nei confronti delle opere d”arte, che da sempre hanno messo in risalto la figura femminile, in qualita” di musa ispiratrice, ma vuole soprattutto valorizzare le donne che hanno dato e continuano a dare il loro prezioso contributo all”arte”.

Storia dell”8 marzo (tratto dal sito apollodoro.it). Se proprio vogliamo far iniziare da qualche parte la storia della Festa della Donna, occorre andare indietro nel tempo fino al 1907 quando a Stoccarda si tenne il VII Congresso della II Internazionale Socialista, con personaggi come Lenin e Martov che, oltre a discutere sul comportamento da tenere in caso di una guerra europea, parlarono anche della questione femminile e del diritto al voto. Qui venne votato un emendamento in cui tutti i partiti socialisti si impegnavano a “lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne, ma senza allearsi con le femministe borghesi che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne”. Due giorni dopo questa discussione, venne creato l’Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin ne divenne segretaria e la sua rivista, Die Gleichheit (L’Uguaglianza) ne divenne l’organo ufficiale di informazione.
Ma l’esclusione delle donne borghesi non andò giù a tutti. Negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown disse chiaramente che il Congresso non aveva nessun “diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione”. Così Corinne Brown il 3 maggio 1908, approfittando dell’assenza dell’oratore ufficiale, presiede la conferenza domenicale del Partito Socialista di Chicago e quel giorno venne chiamato Woman’s Day ovvero il giorno della donna. Al momento sembrò finire tutti lì, ma verso la fine dell’anno il Partito socialista decise di dedicare l’ultima domenica del febbraio 1909 all’organizzazione di una manifestazione per il diritto di voto alla donna. Quindi, tecnicamente parlando, negli Stati Uniti la prima giornata ufficiale della donna venne celebrata il 28 febbraio 1909.
Arrivate a questo punto, le socialiste americane proposero durante la seconda Conferenza internazionale di Copenaghen del 1910, di istituire una giornata comune dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Mentre gli Stati Uniti continuavano a festeggiare la giornata delle donne nell’ultima domenica di febbraio, in Germania, Svizzera, Austria e Danimarca si tenne per la prima volta il 9 marzo 1911. In Francia, invece, si tenne un giorno prima.
In realtà, all’inizio, la giornata della donna non fu ripetuta tutti gli anni, anche perché poi arrivò la Prima Guerra Mondiale e tutto venne sospeso fino all’8 marzo 1917 quando le donne di San Pietroburgo guidarono una manifestazione di protesta contro la guerra: complice il poco impegno dei cosacchi per reprimerla, le proteste andarono avanti tanto da portare alla caduta dello zar. Non per niente, questa data viene ricordata come la Rivoluzione russa di febbraio. A questo punto, nel 1921, la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste decise di fissare l’8 marzo la giornata internazionale dell’operaia. Nel corso del tempo, la vera storia di questa celebrazione si perse nel mito e si parlò delle sue origini collegate alla morte di centinaia di operaie in un rogo in una fabbrica americana o ancora alla repressione da parte della polizia di alcune manifestazioni: pare, però, che alcune studiose e studiosi abbiano smentito del tutto queste ricostruzioni.

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E in Italia? La prima volta della Festa della Donna fu il 12 marzo 1922, domenica successiva all’8 marzo. L’8 marzo venne definitivamente sancito anche nel nostro paese solo nel 1946, quando comparve per la prima volta la mimosa, che fiorisce proprio in questo periodo, grazie a un’idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei. Nonostante alcune proposte, la festa non divenne mai festività nazionale, quindi ci accontentiamo di festeggiarla come possiamo. (http://www.apollodoro.it/articolo/festa-della-donna-storia-e-origine-dell-8-marzo/5731/)

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