Presidente Mattarella, rifiuti i convegni di soli uomini

La lettera di “Noi rete donne” contro la retrocessione della dignità femminile e una narrazione ingenerosa

Al tempio di Adriano, "Roma 2030"

Al tempio di Adriano, "Roma 2030"

Redazione 21 settembre 2019
Non solo l’intervista di Vespa. Anche i “manel” – i tavoli di soli uomini, nei convegni, nelle riunioni, nella politica e nella società. “Noi rete donne” – la rete a cui aderisce anche GiULiA – ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo di intervenire per un segnale anti-discriminatorio. Ecco la lettera:
“Onorevole Presidente, siamo una rete di donne attivamente impegnate nei vari ambiti del mondo del lavoro, molte delle quali anche con ruoli decisionali ‘alti’, che sentono l’imperativo categorico di essere sentinelle del processo di promozione delle donne contro le discriminazioni di genere.
Purtroppo, per quanto sotto il profilo legislativo si registrino avanzamenti a tutela della parità, sulla parità nella realtà dei fatti si rileva una retrocessione nel cammino dei diritti della dignità umana tra donne e uomini supportata da una deteriore resistenza dell'accettazione   riconosciuta nella società civile, insieme a una narrazione ingenerosa delle realtà femminili. Tanti indizi lo denotano: per citare solo ciò che è avvenuto negli ultimi giorni, basta pensare alla vergognosa intervista realizzata con tono paternalistico da un giornalista di esperienza come Bruno Vespa, nei confronti del quale giustamente l’Ordine dei Giornalisti, anche su segnalazione della nostra rete e di nostre autorevoli esponenti iscritte all’OdG, sta percorrendo le vie disciplinari.
Un altro episodio, che a giudizi superficiali apparirebbe minimo, ha attratto la nostra attenzione: nel corso della presentazione del libro del Professor Domenico De Masi al Tempio di Adriano che ha goduto della Sua partecipazione, la foto del panel dei presentatori testimoniava l’assoluta assenza di donne; era la replica di quell’immagine scattata nel Salone delle Feste del Quirinale, allorché Lei ricevette i giornalisti, dove bisognava fare un grande sforzo con la vista per distinguere le pochissime donne presenti.
Come combattere una simile deriva che testimonia il congelamento della società formale? Occorrono atti quotidiani, che chiederemmo alle istituzioni che ci rappresentano: plaudiamo all’esemplare manifestazione che la Presidenza della Repubblica organizza per l’8 marzo, valorizzando le donne eminenti che vanta l’Italia. Ma gli altri 364 giorni?
In merito, sarebbe necessaria un’alleanza strategica attraverso facta concludentia del nostro Capo dello Stato: le chiederemmo, pertanto, attraverso la Sua moral suasion, di indirizzare l’organizzazione dei convegni che la vedono presente, chiedendo che i panel siano sempre, se non con egual numero di relatori maschili e femminili, almeno con la presenza ‘anche’ di donne. Un segnale, un esempio che servirebbero a segnare un itinerario anti-discriminatorio.
Noi Rete Donne  (Daniela Carlà, Marisa Rodano, Anna Maria Barbato Ricci)”.