Stop omofobia: da San Severo parte la “Carta Etica”

Gli amministratori del Comune del foggiano tra i primi firmatari. L’impegno del linguista Massimo Arcangeli, dell’università di Cagliari [di Susi Ronchi]

bandiera arcobaleno

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Redazione 22 settembre 2019
di Susi Ronchi

Nel 2017, nel cuore dell’estate, è accaduto a Ricadi in provincia di Vibo Valentia, nel 2019 si è ripetuto a San Severo nel foggiano, nel mezzo dei due anni tanti altri brutti episodi di omofobia, intolleranza, rifiuto, emarginazione, pregiudizi, alcuni casi rilanciati dalle cronache, altri coperti dall’ombra della paura, della vergogna, dell’ipocrisia, dell’omertà. 


Nel comune calabrese una coppia che, proprio in quello stesso comune, aveva celebrato il matrimonio civile, si è vista sbattere le porte in faccia da una struttura per le vacanze: “Non accettiamo gay e animali”. Stesso concetto, più o meno, ribadito un paio di mesi fa a San Severo dove è stata rifiutata la richiesta di affitto di un appartamento presentata da un giovane omosessuale di Modena: “Non accetto due uomini, accetto sempre in presenza di un’altra donna…”.  


I due episodi hanno fatto il giro del mondo e hanno scatenato proteste e polemiche, entrambe le comunità si sono mobilitate per prendere le distanze dal comportamento omofobo dei loro concittadini che hanno negato l’ospitalità, vicende divenute virali sul web e che hanno riscosso anche ampia risonanza nei media. Determinanti per scuotere le coscienze con iniziative locali, denunce sui social e coinvolgimento della stampa sono stati la tenacia e l’impegno del linguista Massimo Arcangeli, professore ordinario presso l’università di Cagliari, fondatore dell’associazione “La parola che non muore” e del movimento “Omofobi del mio Stivale”. Arcangeli, intellettuale attento e sensibile verso le tematiche legate all’uso corretto della lingua italiana (linguaggio di genere), da sempre in prima linea nella difesa dei diritti civili, ha ideato e realizzato, con Antonello Sannino, vicepresidente del comitato Arcigay Antinoo di Napoli, la Carta Etica contro ogni forma di discriminazione su base sessuale. 


Il manifesto è stato battezzato il 20 settembre,  con una cerimonia che si è svolta  a San Severo (la regione  Puglia, come altre, non è nuova a casi di questo genere) ed è stato  sottoscritto in primis dai  sindaci dei  Comuni coinvolti nei due episodi omofobi, Francesco Miglio, padrone di casa,  e Giulia Russo  alla guida dell’amministrazione di Ricadi, un atto non solo simbolico ma  concreto  con l’obiettivo di  unire le forze e riuscire ad abbattere insieme il muro d’odio che viola il rispetto della dignità e dell’identità delle persone.


Presenti anche i primi cittadini dei comuni del territorio, alcuni dei quali, come la città metropolitana di Napoli e il comune di Napoli col sindaco Luigi De Magistris in testa, hanno già dato la loro adesione alla Carta etica. La firma, dopo tre giornate di mobilitazione, organizzate a San Severo e a Sorrento tra il 12 e il 14 settembre scorsi per respingere i pregiudizi  e le intolleranze verso le persone  LGBT+.


Il professor Arcangeli è soddisfatto per l’accoglienza riservata alla Carta già sottoscritta da amministrazioni intere, singoli amministratori, giornalisti, addetti ai lavori nel campo del turismo e dell’accoglienza, personaggi pubblici, ai quali si aggiunge la compagnia aerea Easy Jet .  La campagna contro la discriminazione sessuale prosegue, Arcangeli è molto combattivo e annuncia che la prossima tappa sarà Camerino, nelle Marche, simbolo della distruzione del terremoto e di una ricostruzione che stenta a partire.  Del resto il successo già ottenuto invoglia a proseguire: la manifestazione di settembre a San Severo ha visto la partecipazione di intellettuali, scrittori, giornalisti politici e di migliaia di cittadini comuni.  Nell’occasione è stata anche annunciata la nascita di un osservatorio nazionale di monitoraggio sulla diffusione dell’odio verbale omotransfobico, che sarà pubblicato in un rapporto annuale edito da Aracne. Sollecitazioni arrivano da Arcangeli e dal suo movimento anche sul versante legislativo, affinché la legge  regionale di contrasto all’omofobia, che ha fatto i primi  passi istituzionali sia in Calabria che in Puglia, arrivi finalmente al traguardo.