GiULiA accanto alla Casa delle donne

Il nostro comunicato contro le minacce dell'amministrazione capitolina: questa esperienza straordinaria deve continuare

Serena Dandini e Dacia Maraini sono con GiULiA a difesa della Casa delle donne di Roma

Serena Dandini e Dacia Maraini sono con GiULiA a difesa della Casa delle donne di Roma

Redazione 21 maggio 2018

La continuità della Casa Internazionale delle Donne di Roma, fin dal '600 abitata da donne, anche se come reclusorio femminile, è gravemente a rischio proprio per decisione di Virginia Raggi, prima sindaca della Capitale. Una fredda scelta burocratica assunta per "riallineare la Casa alle moderne esigenze dell'amministrazione capitolina".


Una decisione che ucciderebbe la storia stessa delle reti di solidarietà e culturali. Si prefigura la separazione della politica e della amministrazione dallo spazio delle comunità, dei movimenti e delle storie. Il progetto della Casa Internazionale delle donne, progetto senza fini di lucro, andava custodito e protetto come patrimonio del Paese e di Roma. Un centro cittadino nazionale e internazionale di incontro e promozione dei diritti, delle politiche, dei saperi e delle esperienze prodotte dalle e per le donne.


La rete di giornaliste GiULiA (giornaliste italiane unite libere autonome) che conta in Italia oltre mille iscritte si pone accanto alla Casa Internazionale delle Donne con tutte le sue socie e si appella alla sensibilità sociale e culturale di tutte le redazioni.


"Ancora una volta cercheremo di illuminare quanto sta accadendo con le nostre cronache e con editoriali - dichiarano le giornaliste di GiULiA -, offrendo una scorta mediatica alle amiche e colleghe che da anni si occupano della Casa offrendo agli studiosi italiani il corposo archivio di documentazione politica e sociale custodito nell'edificio del Buon Pastore".


Le giornaliste aderenti a GiULiA giudicano la minaccia alla Casa una minaccia alla libertà democratica di poter esistere, perché e benché non "allineata" a progetti esclusivamente economici. Per la Casa va trovata una soluzione "alta", degna di un Paese civile che sappia difendere la propria storia. Le giornaliste, impegnate ogni giorno sulle tematiche della violenza e  nel contrasto alle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, si sentono chiamate in causa da questa minaccia, proprio perché la Casa è su questi temi - "anche" su questi temi - un luogo di dibattito e di confronto democratico, uno dei pochi gestito e pensato per le donne e dalle donne. 


La rete GiULia si associa dunque alle iniziative di protesta, sollecita una soluzione mediata della vicenda ed invita tutte le giornaliste italiane a seguirne gli sviluppi con la massima partecipazione.