Rivoluzione linguaggio di genere

Due appuntamenti formativi a Sassari e Cagliari con giornaliste, docenti universitari e l’Accademia della Crusca per analizzare i cambiamenti in atto

Giornalisti- immagine di repertorio

Giornalisti- immagine di repertorio

Redazione 12 maggio 2019

L'impegno delle giornaliste e dei giornalisti verso un linguaggio antidiscriminatorio nei media della Sardegna si sta sviluppando in un programma organico di studio e approfondimento. Giovedì 16 maggio, a Sassari ,e venerdì 17 maggio, a Cagliari, giornaliste, docenti universitari e la presidente emerita dell'Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio saranno ad una due giorni formativa dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna e da GiULiA Giornaliste Sardegna.

Verrà proposto un excursus sulle tappe dell'evoluzione del linguaggio di ieri e di oggi. «La storia dimostra che la lingua può essere non solo specchio ma anche motore del cambiamento. I tre più importanti fattori che stanno alla base dei mutamenti linguistici contemporanei, riscontrabili non solo in Italia ma in tutto il mondo, sono (secondo gli studi più accreditati) la globalizzazione e i fenomeni migratori ad essa connessi, i nuovi modi di comunicare tramite web e la presenza attiva delle donne nella società, spesso con ruoli pubblici rilevanti – spiega Nicoletta Maraschio - Vale la pena di chiedersi perché il rispetto del linguaggio di genere, non discriminatorio cioè nei confronti delle donne, susciti tante polemiche e tante reazioni contrarie».

La discriminazione nel linguaggio di genere non è solo una semplice questione grammaticale ma un più complesso problema di sensibilizzazione sociale e culturale. Analizzerà questi aspetto il professore ordinario di linguistica dell’Università di Cagliari Massimo Arcangeli, mentre la giornalista Rai Claudia Stamerra, GiULiA giornaliste, attraverso un focus sulla Germania, valuterà l’evoluzione europea della problematica. Il modo in cui utilizziamo parole e immagini contribuisce a consolidare schemi e stereotipi, oppure a contrastarli. Elisabetta Gola, docente del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia dell’Università di Cagliari, mostrerà cosa accada quando i segni di cui ci serviamo veicolano metafore e come l'efficacia si rafforzi quando si crea un'alleanza tra canale visivo e verbale. 

Se giovedì la docente del Dipartimento di Storia, Romina Deriu, affronterà il tema "Stereotipi e linguaggi del dominio maschile", venerdì la professoressa Daniela Virdis, del Dipartimento di Umanistica dell’università cagliaritana analizzerà quanto, nei personaggi femminili e postfemministi dei media contemporanei, attraverso la funzione discorsiva dell’ironia, si possano celare rappresentazioni femministe radicali o un sistema di valori patriarcale.

Questi gli orari dei due corsi di formazione.


Giovedì l'appuntamento è a Sassari dalle 14 alle 17 al Dipartimento di Storia, Scienze dell'uomo e della formazione dell'Università, dove ad introdurre il pomeriggio, moderato dalla collega de La Nuova Sardegna Daniela Scano, sarà il direttore del dipartimento Marco Milanese. Per l'Odg Sardegna interviene, invece, Erika Pirina, vice presidente GiULiA Giornaliste.
Venerdì, sempre dalle 14 alle  17,  l'appuntamento è a Cagliari nell’aula Capitini – corpo aggiunto a Sa Duchessa in piazza d’Armi. Il corso, che sarà introdotto dalla rettrice dell'ateneo Maria Del Zompo, sarà moderato da Roberta Celot, responsabile Ansa Sardegna, vicecoordinatrice Giulia giornaliste, presentato da Susi Ronchi coordinatrice GiULiA giornaliste Sardegna e Daniela Paba rappresentante dell’Odg Sardegna, GiULiA giornaliste.

La partecipazione ad ognuno dei due incontri dà diritto a 3 crediti formativi.