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Carriera & diritti. La ricetta Fornero per le donne

'La ministra del Welfare e delle Pari Opportunità ieri in un''audizione al Senato. "Basta mercificare il corpo femminile". [Adriana Terzo]'

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25 Gennaio 2012 - 12.08


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‘Roma, 24 gen – Contrasto alla violenza sulle donne, contrasto all”immagine mercificata sui media, lotta contro ogni forma di discriminazione. E ancora: politiche di sostegno all”occupazione femminile e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sia per le mamme che per i papà, diritti, politiche per la salute e per la sicurezza, prevenzione e vigilanza. Sono i temi principali che la ministra del Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero, ha affrontato ieri durante un”audizione nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro, in Senato. Vediamoli, punto per punto.
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Violenza contro le donne
Dopo aver assicurato la propria volontà di “concludere tutte le attività del Piano Nazionale contro la Violenza e avviare il monitoraggio delle politiche svolte”, la ministra ha garantito il proprio sostegno alla costituzione di centri antiviolenza ricordando che sul tavolo, a tale scopo, c”è uno stanziamento di 10 milioni di euro. Sottolineando quanto “l”informazione, in tale ambito, sia importantissima”, Fornero ha ribadito che “c”è l”idea di istituire uno specifico registro per i Centri anti violenza, la volontà di potenziare ulteriormente le forme di assistenza, favorire le professionalità nei centri e garantire l”acquisizione periodica e strutturata dei dati”.[s][/s]

Mercificazione dell”immagine della donna
“In Italia soffriamo della diffusione di un”immagine che cerca di mercificare il corpo della donna – ha rilevato la ministra – E poché esistono forme di istigazione alla violenza connessa a fenomeni mediatici, occorre inserire nel sistema educativo il tema del genere e della diversità. Non si tratta di censura ma di un progetto educativo che possa coinvolgere i bambini e gli adolescenti ad accettare questa diversità. Anche attraverso la Tv immaginando, ad esempio, messaggi neutrali dal punto di vista del genere, e contrastando l”utilizzo del corpo femminile come strumento pubblicitario”. [s][/s]


Diritti

Su questo tema, che la ministra ha definito, diritti sociali, “occorre seguire il ciclo di vita delle persone. Le opportunità – ha chiarito Fornero – vanno seguite dall”inizio del ciclo di vita a partire dai servizi per la prima infanzia e per la maternità. Non è facile – ha aggiunto – perché siamo in tempi di restrizione del bilancio e di riduzione del debito, e le risorse sono limitate. Ma questo – ha osservato – non preclude margini di miglioramento, anzi li impone”. Seguendo sempre il ciclo di vita, per la ministra “occorre che la scuola, in tutti i suoi gradi, rappresenti un grande meccanismo di eguaglianza e di opportunità”. [s][/s]

Pari Opportunità
Durante il suo intervento nelle commissioni riunite, Fornero ha anche sottolineato l”importanza e l”urgenza di agire sull””accesso al mondo del lavoro in Italia. “Le pari opportunità sinora sono state tremendamente compresse o quasi completamente negate. In Italia – ha detto la titolare del dicastero del Welfare – non tutti hanno eguale accesso. Alcuni settori, come i giovani e le donne, non hanno grandi opportunità e ci sono statistiche per le quali noi qualche motivo di imbarazzo ce l”abbiamo. Perché siamo un Paese ricco e civile ma arretrati su questo fronte”. Dunque “il lavoro va incoraggiato con politiche di servizi per l”assistenza degli anziani e dei bambini. E non va bene – secondo la ministra – l”approccio di chi fa gravare la cura di questi soggetti interamente sulle donne. E” un fatto non necessario e non ottimale”. [s][/s]

Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
Sul tema della conciliazione tra lavoro e famiglia, la ministra ha detto che “non va affrontato solo in termini di genere perché la conciliazione riguarda in eguale misure uomini e donne. Bisogna consentire a uomini e donne di avere una famiglia e di non essere per questo discriminati sul mondo del lavoro”. La conciliazione del lavoro con la famiglia, dunque, deve essere vista “ed è considerata dal Governo, in un”ottica di organizzazione della società non in termini di aiuto alle donne. Insomma, si tratta di un tema che riguarda la società italiana e non solo le donne”. “Inoltre bisogna smettere di considerare la maternità e la paternità come un ostacolo alla carriera lavorativa – ha detto ancora la ministra del Lavoro – Siamo agli antipodi rispetto ad alcune esperienze all”estero su questo tema. In paesi come la Finlandia, anche grazie ad un welfare aziendale, fare figli non è un ostacolo al ruolo di donna e non ostacola la sua carriera e non compromette la sua partecipazione alle decisioni aziendali”. Ovviamente il tessuto economico italiano è molto diverso da quello finlandese. ””Non sono ingenua e so che la nostra economia è fatta di molte piccole imprese che non possono adottare modelli di gestione del personale come quello finlandese – ha spiegato ancora la ministra – Quello che sto dicendo è che si possono adottare mentalità e politiche minuscole che possano favorire questo cambiamento, che a sua volta può rappresentare un motore di crescita per il paese””.[s][/s]

Occupazione femminile
””Il tema dell”occupazione femminilie è il vero tema centrale, un tema che vogliamo affrontare in maniera energica ma sul quale si addensa una profonda frattura di tipo geografico che non possiamo dimenticare – ha spiegato la ministra -. L”occupazione femminile e i servizi per favorire il lavoro delle donne in Italia non sono distanti dall”Europa mentre c”è una parte del paese dove vale semplicemente un”altra storia e ci sono molte ragioni storiche per queste differenze. Non possiamo pensare che si possa correggere semplicemente questa situazione con una legge””. Per quanto riguarda l”imprenditoria femminile, Fornero sottolinea come la misura inserita nel decreto legge sulle liberalizzazioni e che riguarda il sostegno alla creazione di aziende per i giovani, vada nella buona direzione. E” una misura ””a vantaggio dei giovani e delle donne”. [s][/s]

Dimissioni in bianco
Il governo ha a cuore anche il problema delle dimissioni in bianco per cui le imprese licenziano le donne su due piedi, magari non appena aspettano un figlio, ma non ritiene che la strada da seguire consista solo nel ripristinare la disciplina cancellata dall”ultimo governo Berlusconi. “Voglio trovare una soluzione – ha concluso la ministra – ma la mia intenzione non è di ripristinare quella norma che ha creato oggettivamente problemi”. (Per dimissioni in bianco si indica quella pratica illegale che costringe le donne a firmare una lettera di dimissioni priva di data al momento dell”assunzione, in modo che l”azienda possa sempre licenziare la dipendente. Per porre fine a questa pratica, il Parlamento con Prodi primo ministro aveva approvato una legge, la 188 del 2007, che imponeva “l”obbligo di redigere le dimissioni su un apposito modello informatico, predisposto e reso disponibile da uffici autorizzati”. Il governo Berlusconi ha cancellato quella norma. ndr)

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