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Giudici, per favore, trovate più tempo per questo processo

I tempi del processo al "Guru di San Lorenzo" affogano nell''ordinarietà, così un uomo accusato di violenza sessuale su due ragazzine minorenni è a piede libero. di [Daniela Binello]

Giudici, per favore, trovate più tempo per questo processo
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8 Febbraio 2012 - 22.15


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E’ accusato di violenza sessuale su due ragazzine minorenni, all’epoca dei fatti di 10 e 12 anni, ma i termini della custodia cautelare per lui sono già scaduti.

Danilo Speranza, noto come il guru di San Lorenzo (quartiere centrale della capitale) è da alcuni mesi a piede libero, con l’unico obbligo della firma.
Arrestato nel marzo del 2010, dopo che un anno prima erano scattate nei suoi confronti le denunce per violenza sessuale, nonché diverse altre per truffa aggravata, il leader dell”associazione Maya aveva ottenuto gli arresti domiciliari poiché in seguito a uno sciopero della fame e della sete le sue condizioni di salute, dopo un ricovero ospedaliero, non erano state ritenute compatibili con la reclusione.

Un’altra associazione, Scienza per l’amore, evidentemente collegata con l’imputato, continuava infatti a diramare bollettini circa la salute del loro “assistito”. Condizioni definite critiche e preoccupanti.

Danilo Speranza, romano, 62 anni, era il leader di Maya, un’associazione con caratteristiche di setta e circa un migliaio di affiliati la cui sede principale si trovava nel quartiere di San Lorenzo.

Maya, che tra le svariate finalità dichiarava di sostenere le persone in condizioni disagiate, come ragazzi deviati, reclusi, disabili e tossicodipendenti, affermava, inoltre, di lottare contro gli abusi sui minori.

Secondo quanto dichiarato ai giudici dai testimoni chiamati a deporre presso il Tribunale di Tivoli, Danilo Speranza chiedeva alle madri di affidare ad altre famiglie i propri figli e si faceva intestare contratti di negozi e proprietà grazie a quello che i testi hanno definito come “un forte potere carismatico”.
Dal canto suo l’imputato, attraverso il suo ricco pool di difensori, nega ogni accusa, parlando di errore giudiziario nei suoi confronti, e da quanto è trapelato pare che si dichiari sessualmente impotente, come se, qualora fosse ritenuto colpevole dai giudici, ciò potesse costituire un viatico contro l’esercizio delle violenze contro la persona.

In una conferenza stampa promossa presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma da numerose organizzazioni – fra cui Snoq-Roma, Solidea, Befree e altre – gli avvocati delle parti civili, Francesca Venditti e Federico Sinagra, hanno lanciato un appello affinché dal 15 febbraio, data della prossima udienza, il Tribunale di Tivoli “calendarizzi questo processo con almeno un’intera giornata dedicata all’ascolto dei testimoni e dei consulenti”, perché altrimenti, continuandolo a stemperare – come finora – fra altre centinaia di udienze, a questo caso non sarà data la legittima rilevanza.

Stiamo parlando di stupri ai danni di due ragazzine e non di bruscolini, eppure nell’Italia del 2012 la violenza sessuale è messa in coda fra le varie udienze nelle intasatissime agende dei tribunali che, come sappiamo, alle cinque del pomeriggio chiudono i battenti.

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