Siria, bombe sui giornalisti. Muore Marie Colvin, icona delle inviate di guerra | Giulia
Top

Siria, bombe sui giornalisti. Muore Marie Colvin, icona delle inviate di guerra

Morto anche il giovane collega francese Remi Ochlik. A Homs perdono la vita 13 civili. Ferita la collega francese Edith Bouvier. Precipita la situazione.

Siria, bombe sui giornalisti. Muore Marie Colvin, icona delle inviate di guerra
Preroll

Redazione Modifica articolo

22 Febbraio 2012 - 13.54


ATF

‘Roma, 22 feb – Ancora bombe su Homs e ancora vittime. Secondo quanto hanno riportato gli attivisti dell”Osservatorio siriano Sohr, Ong con sede in Gran Bretagna, almeno 13 civili sono morti oggi nella città considerata la capitale della rivolta contro il regime di Basar al-Assad. Ma insieme ai civili locali oggi hanno perso la vita anche due giornalisti occidentali, l”americana Marie Colvin, esperta inviata di guerra del Sunday Times, e il giovane fotografo francese Remi Ochlik. Immediata la condanna del presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha ribadito che è giunto il momento che il presidente siriano Assad abbandoni il potere. “Ho appreso che due giornalisti sono stati assassinati, uno dei quali francese”, ha detto Sarkozy. Ciò “dimostra che il regime deve andare via”. Ma la Russia si oppone all”idea di creare corridoi umanitari in Siria, cosa che non farebbe altro che “inasprire il conflitto”. Secondo il vice ministro degli Esteri russo Gennady Gatilov, citato dall”agenzia Interfax, Mosca ””non accetta qualsiasi scenario che preveda l”uso della forza””.

Marie Colvin, giornalista cinquantacinquenne con una vasta esperienza (aveva seguito i principali conflitti regionali ed era diventata famosa per le sue corrispondenze dallo Sri Lanka, dove nel 2001 aveva perso l”occhio sinistro per una scheggia di granata), e il 28enne fotoreporter Remi Ochlik, si trovavano all”interno di un”abitazione di Baba Amr, adibita a centro stampa, quando sono stati centrati da una bomba sparata dalle forze siriane.

Altri giornalisti stranieri sono rimasti feriti, tra cui sembra in modo grave, la francese Edith Bouvier, secondo quanto ha indicato il quotidiano francese Le Figaro per il quale la collega lavorava. La Francia ha convocato l”ambasciatore siriano a Parigi “per ricordargli che il comportamento del governo siriano è intollerabile”, ha detto il ministro degli Esteri francese Alain Juppé. Il capo della diplomazia francese ha anche chiesto che venga consentito di accedere ai giornalisti feriti per prestargli assistenza. Anche un fotografo siriano è rimasto ucciso a Homs, ieri sera. Si tratta di Ramy al Sayed, dI Shaam News Network, secondo quanto rende noto oggi Reporters sans Frontieres. In un comunicato l”organizzazione precisa che al Sayed stava viaggiando a bordo della sua auto che è stata colpita in un bombardamento. Il fotografo è morto nella serata di ieri a causa delle ferite riportate.

Secondo l”Osservatorio siriano Sohr, sono oltre 7.600, in maggioranza civili, le persone morte in Siria dall”inizio della repressione anti-Assad, undici mesi fa. Tra le vittime ci sono 5.542 civili, 1.692 soldati e membri delle forze di sicurezza e circa 400 disertori, ha precisato all”Afp il direttore dell”Ong con sede in Gran Bretagna, Rami Abdel Rahmane.

””La nostra missione e” raccontare gli orrori della guerra con accuratezza e senza pregiudizio. Dobbiamo sempre chiederci se la storia vale il livello del rischio. Cos”e” coraggio e cos”e” bravata?””: con questo interrogativo, al centro del mestiere di corrispondente di guerra, Marie Colvin si era rivolta al pubblico di una cerimonia a Londra per commemorare i 49 colleghi morti in conflitti armati nei primi dieci anni del secolo. ””Non e” mai stato cosi” pericoloso essere corrispondenti di guerra perché le giornaliste e i giornalisti nelle zone di combattimento sono diventati un bersaglio primario””, aveva detto Colvin, collana di perle al collo e una benda da pirata sull”occhio sinistro (perso a Sri Lanka, durante la guerra civile, nella zona Tamil, nel 2001 e nonostante questo ancora attiva tanto da inviare pochi giorni dopo al giornale una storia di 3.000 parole).

Marie Colvin aveva 55 anni. Aveva mandato al Sunday Times l”ultimo reportage per il numero di domenica scorsa da quella che aveva definito ””la cantina delle vedove””, un sotterraneo di una falegnameria di Homs dove 300 donne e bambini avevano trovato rifugio dai bombardamenti. “E” morta aiutando il popolo siriano a far conoscere al mondo la loro difficile situazione””: ha detto il ministro degli esteri britannico, William Hague. ””Una teribile notizia e una grande perdita per tutti””, ha detto Hague. “La morte di Marie Colvin in Siria e” promemoria disperatamente triste”” dei rischi che corrono i giornalisti in zone di guerra: ha detto dal canto suo, aprendo il Question Times alla Camera dei Comuni, il primo ministro britannico David Cameron. ””Era una reporter coraggiosa e instancabile, un”ispirazione per tutte le donne nella sua professione””, ha detto il leader dell”opposizione, Ed Miliband.

Native

Articoli correlati