Violenza sulle donne: assegnati i premi Tania Passa

Il riconoscimento è intitolato alla memoria di una giovane pubblicista freelance, che sul femminicidio ha condotto la sua battaglia

Tania Passa

Tania Passa

Redazione 30 novembre 2018

di Rossella Guadagnini


 


In Italia viene uccisa una donna ogni 72 ore. Un drammatico primato che riguarda le donne in relazione ai propri legami familiari e affettivi, cioè in quanto madri, mogli, figlie, sorelle, fidanzate e compagne: si chiama femminicidio, un termine preciso che individua una realtà ormai riconosciuta. A questo fenomeno e al modo in cui viene raccontato è dedicato il Premio giornalistico Tania Passa alla sua prima edizione, promosso dall'Ordine dei Giornalisti del Lazio in collaborazione con Fnsi, Usigrai, Articolo 21 e Giulia Giornaliste a breve distanza dalle giornate del 24 e 25 novembre contro la violenza sulle donne.


 


Il riconoscimento è intitolato alla memoria di Tania Passa, giovane pubblicista freelance, che sul femminicidio ha condotto la sua battaglia. Iscritta all'Associazione Articolo 21 e a Giulia Giornaliste, fin dalla sua fondazione, la cronista è stata prematuramente stroncata da un tumore nel 2013. Nei giorni scorsi, nel corso dell'incontro "Quando una donna è uccisa due volte" su informazione e femminicidio, nella Sala Tobagi della Fnsi (in Corso Vittorio Emanuele II) a Roma, si è svolta la cerimonia di consegna dei riconoscimenti per le tre Sezioni prese in esame.


 


Per la Carta stampata e il Web ha vinto la 31enne Martina Castigliani del mensile Millennium de Il Fatto Quotidiano, con l'articolo "Il servizio segreto che salva le ragazze dai matrimoni combinati", che spiega come funziona la rete di soccorso per le giovani donne (tra i 16 e i 25 anni), spesso pakistane e indiane, che sono costrette a matrimoni forzati in Italia. 


 


Due le menzioni 'speciali' di Articolo 21 e Giulia Giornaliste


 


Per la sezione Video il premio è andato ad Antonio Crispino per il video del Corriere.it "Data in moglie a un boss della Camorra quando aveva tredici anni, la storia di Ilde" che racconta le vicende di una sposa bambina avviata alla prostituzione dal marito; dopo anni di soprusi e violenza Ilde è riuscita a fuggire e a trovare la libertà.


 


Infine, per la sezione Scuole di Giornalismo, il riconoscimento è stato consegnato ad Ambra Orengo e Marco Procopio, della scuola Walter Tobagi di Milano, per il video "La storia di Marta Janni", una ragazza che si è affrancata da un compagno violento, che poi ha denunciato ed è stato processato.


 


L'Associazione Articolo 21 ha ricordato poi con una menzione speciale l'articolo di Daniele Bellocchio dell'Espresso, dedicato all'Africa violata. Nello Zaire 15mila stupri di donne accertati in un anno", documentato reportage su quanto avviene nell'attuale Repubblica Democratica del Congo nei confronti della popolazione civile, specie delle fasce più indifese, donne e bambini.


 


Dagli omicidi agli abusi e alle molestie anche sui luoghi di lavoro


 


Giulia Giornaliste ha insignito di un'altra menzione speciale i cronisti Giulia Bosetti e Riccardo Iacona per la puntata "Sesso e potere" della trasmissione Presa diretta di Rai 3, in cui è stato illustrato il tema dei rapporti di forza che si creano nei luoghi di lavoro e la diffusione di molestie ai danni delle donne.


 


Hanno partecipato all'incontro Silvia Resta, del Consiglio di Pari Opportunità dell'Odg del Lazio; il presidente della Giuria del Premio, Vincenzo Vita; il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti; la presidente dell'Odg Lazio, Paola Spadari; Luisa Betti Dakli, giornalista esperta di 'gender violence'; Alessandra Mancuso cpo Fnsi; Monica Pietrangeli, cpo Usigrai; Silvia Garambois, per Giulia Giornaliste; Marina Cosi, presidente di Giulia Giornaliste; Monica Andolfatto del Manifesto di Venezia e Stefano Corradino di Articolo 21.