Il vino eccellenza femminile? E scattano gli attacchi sessisti

Questa volta un blog enogastronomico viene utilizzato per attaccare una giornalista, Laura Donadoni, dal curriculum prestigioso, denigrando la sua professionalità col body-shaming. [di Eva Panitteri]

Il blog vinoalvino e gli attacchi sessisti alle donne del vino

Il blog vinoalvino e gli attacchi sessisti alle donne del vino

Eva Panitteri 9 gennaio 2021

Gli attacchi sessisti si scatenano e si fanno più aspri, in generale, quando le donne acquisiscono visibilità, esprimono le proprie opinioni, lavorano in settori di eccellenza o giungono ai vertici di professioni rimaste a lungo appannaggio degli uomini: e ora avveiene anche tra le eccellenze agricole.

Nel nostro Paese dove «la topografia del territorio ha favoritolo lo sviluppo della spiccata vocazione agricola, contribuendo a farne uno dei maggiori produttori di olio e vino in Europa» (come dice l'ultimo Rapporto Istat) e le donne di talento vanno sempre più affermandosi in tutti i suoi ambiti, incluso lo strategico settore eno-agro alimentare, l’uso dell’offesa sessista dilaga e molti ne fanno un’arma. Ciononostante, come affermano la presidente di Donne in Campo Cia, Pina Terenzi e la presidente dell’Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani a margine di un webinar sul ruolo delle donne in agricoltura, le donne rurali si stanno dimostrando attrici di «un protagonismo rinnovato, che negli ultimi trent’anni ha fatto registrare un’impennata delle aziende a conduzione femminile, fino a coprire oggi un terzo del totale».



In tutti i settori professionali, poi, le donne stanno utilizzando al meglio i social network, il web, internet, diventandone sempre più esperte e se questo ha aperto nuove e inaspettate possibilità, creando professioni che sino allo scorso decennio non esistevano, le ha anche maggiormente esposte ad episodi di odio da tastiera, creando fenomeni come quelli che analizziamo, dove professioni del web, aggressioni sessiste online e mondo del vino intersecano incredibilmente le proprie strade.

Una recente escalation del fenomeno nei patinati ambiti online di questo mondo, dove tante donne si sono attestate conquistando spazi professionali importanti, porta firma del giornalista Franco Ziliani che lancia strali nei confronti all’autrice e influencer Laura Donadoni, nota come The Italian Wine Girl, con offese sessiste e insulti che riempiono le colonne del sito vinoalvino.org.



Il fuoco di fila di commenti che vanno dal body shaming alla derisione colpisce ma non stupisce, perché negli ambiti agricoli ed in quelli dell’eno gastronomia, come ha anche più volte confermato la chef stellata Cristina Bowerman, persistono forti retaggi machisti.

Ciononostante, la raffica di parole usate come proiettili, le insinuazioni su salute fisica e psicologica della blogger, i commenti sgradevoli ed il persistente negare dell’autore di star facendo qualcosa di male, oltre ad essere biasimevoli devono farci pensare.


Laura Donadoni andrà certamente a difendersi per le vie legali, ma il fuoco appiccato divampa ed è difficile da fermare; Ziliani, infatti, non risparmia nemmeno chi le si dimostra solidale. Accade quando Donatella Cinelli Colombini, produttrice di vino, presidente dell’Associazione nazionale Donne del vino, figura autorevole tra quelle che hanno scritto e stanno ancora scrivendo la storia di questo settore, conferma in rete la stima a Donadoni, definendola «ottima professionista» ed invitando a «non aprire o commentare» il blog di Ziliani. Per suo stesso scrivere, Ziliani reagisce armando «il computer-bazooka» contro chi gli fa torto ed aggiunge Cinelli Colombini alla sua lista nera.

 

Secondo le più recenti ricerche di Vox-osservatorio sui diritti (al quale ha collaborato GiULiA) e di Amesty International, tra gli attacchi personali diretti alle donne, uno su tre è di carattere sessista, ma per alcune si arriva anche al 50% o al 70%. Lo sanno bene l’influencer Chiara Ferragni, la parlamentare Laura Boldrini o l’ex ministra Cécile Kyenge che in passato ne hanno fatto le spese. Lo sanno meglio le giornaliste che scelgono di scrivere su temi sensibili come mafie, malaffare, immigrazione, che quotidianamente ne fanno amara esperienza quando oltre ad essere bersaglio di commenti di odio, come Antonella Napoli, Floriana Bulfon, Valeria Pinna, Federica Angeli, ricevono anche minacce alla vita.



E ora il settore sotto attacco è anche quello dell'imprenditoria agricola delle donne. Usare l’insulto, magari confondendolo con la libertà di espressione o -peggio- con la libertà di stampa, non è ammissibile e risulta ancora più grave quando ad agire in questa maniera sia un giornalista, una figura che dovrebbe invece difendere e rispettare i principi dell’etica e delle carte deontologiche della sua professione. In questo caso e senza dubbio, non si può proprio restare a guardare.