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Si combatte a Homs, ancora bloccata la reporter Edith Bouvier

Con la collaboratrice di Le Figaro restano in Siria il fotografo francese William Daniels e lo spagnolo Javier Espinosa, inviato del Mundo

Si combatte a Homs, ancora bloccata la reporter Edith Bouvier
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29 Febbraio 2012 - 20.34


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Beirut, 29 feb – Le forze governative siriane hanno lanciato oggi un´offensiva per cercare di entrare nel quartiere ribelle di Bab Amro a Homs, sottoposto dal 4 febbraio a pesanti bombardamenti e dove si pensa si trovi ancora la giornalista francese Edith Bouvier, rimasta ferita in un attacco a colpi di mortaio una settimana fa. Lo hanno riferito fonti dell´opposizione, mentre a New York cominciano le trattative per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell´Onu che consenta di fare arrivare aiuti umanitari alle popolazioni più colpite. Ma la responsabile delle Nazioni Unite per le operazioni umanitarie, Valeri Amos, ha affermato di non avere ricevuto il permesso di entrare in Siria, dove avrebbe voluto discutere con i massimi dirigenti sulla ´necessità di avere accesso senza ostacoli alle popolazioni colpite dalla violenza´.

Almeno tre persone, secondo i Comitati locali di coordinamento dell´opposizione, sono state uccise oggi nella repressione, tra le quali un ragazzo di 13 anni, Bashar Mohammad Abdallah, nella località di Al Mayadien, nella provincia nord-orientale di Deir Ezzor. ´Esplosioni forti e continue´ sono inoltre segnalate dalla stessa fonte in diversi quartieri di Homs, tra i quali Bab Amro, Karm el Zeitoun e Hamidiyeh. L´agenzia governativa Sana afferma invece che nella provincia di Homs un infermiere di un ospedale è stato ucciso da ´terroristi´ che vi hanno fatto irruzione, mentre si sono svolti i funerali di 12 militari e agenti delle forze di sicurezza uccisi a Homs, Daraa e nella provincia di Damasco.

Oggi il primo ministro britannico David Cameron ha confermato che il fotografo Paul Conroy, rimasto anch´egli ferito mercoledì scorso nel bombardamento in cui hanno perso la vita l´inviata americana del Sunday Times, Marie Colvin e il fotografo francese, Remi Ochlik, è arrivato ieri a Beirut dopo che un gruppo di oppositori gli aveva fatto passare illegalmente il confine, pagando “un prezzo incredibilmente elevato”. L´organizzazione Avaaz, che ha detto di avere partecipato all´operazione, ha sottolineato che non meno di 13 attivisti sono stati uccisi. Non è invece riuscita l´evacuazione di Edith Bouvier, collaboratrice del quotidiano Le Figaro. Con lei restano in Siria un altro fotografo francese, William Daniels, e lo spagnolo Javier Espinosa, inviato del Mundo.

La Francia ha chiesto “un cessate il fuoco immediato a Bab Amro” per consentire l´evacuazione. Da parte sua il ministero degli Esteri siriano ha detto di avere già cercato più volte di evacuare i giornalisti e di recuperare i corpi dei due uccisi, ma di essere stato ostacolato dall´azione di “uomini armati”. Francia e Stati Uniti, secondo quanto hanno riferito fonti interne al Palazzo di Vetro, stanno lavorando ad una nuova bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell´Onu che dovrebbe prevedere l´accesso degli operatori umanitari per soccorrere i civili. Ieri il ministro degli Esteri francese Alain Juppè aveva auspicato che questa volta Russia e Cina non pongano il veto, come hanno fatto negli ultimi mesi bloccando altre due risoluzioni. E oggi il ministro degli Esteri cinese, Yan Jiechi ha detto che Pechino è favorevole all´invio di aiuti umanitari. Ma secondo delegazioni occidentali alle Nazioni Unite, la bozza franco-americana non sarà discussa prima delle elezioni russe previste per domenica prossima. (ansa)

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