Da vicino nessuno è disabile

Da Milano il Festival dei Diritti Umani, in streaming dal 5 al 7 maggio. Focus sul problema della violenza contro le donne con disabilità: disperazione nella disperazione.

Il manifesto del Festival dei Diritti Umani

Il manifesto del Festival dei Diritti Umani

Redazione 3 maggio 2020

Martedì 5 maggio e poi il 6 e il 7 il Festival dei Diritti Umani si terrà dovremmo dire a Milano, ma in effetti è “da Milano” perché quest’anno il coronavirus costringe gli incontri a trasferirsi dagli archi della Triennale all’ascolto in streaming.


Titolo di questa edizione “Da vicino nessuno è disabile”. Sempre suddiviso in tre sezioni, terrà conto anche del pubblico non udente, sottotitolando sia i dibattiti delle sezioni Edu e Talk, sia le proiezioni della sezione Film (che verrà incontro anche ai non vedenti con un’audiodescrizione tramite un’apposita app gratuita). Prevista anche stavolta l’adesione di studenti delle scuole superiori, che hanno sempre mostrato un vivo interesse per i temi della solidarietà; il che allarga il cuore e dimostra che se si spiegano loro le contraddizioni, gli stereotipi, le ingiustizie, ma anche le buone pratiche, eccoli aderire con passione.

Tutte le informazioni sul Festival, diretto dal collega ed ex direttore di Radio Popolare Danilo De Biasio, si possono trovare su festivaldirittiumani.it, ma segnaliamo in particolare il dibattito sulla violenza alle donne con disabilità tenuto dalla collega (e Giulia) Marina Calloni, qui nella sua veste di ordinaria di filosofia politica e sociale all’Università degli Studi di Milano Bicocca. Già le aggressioni verso le donne disabili, più frequenti di quanto non si creda, faticano a vedere la luce, ma ora, in tempi di pandemia, sono cresciute in frequenza, aggiungendo disperazione a disperazione. La discussione coinvolgerà, assieme a Marina Calloni, anche la vicepresidente di FISH (Federazione italiana superamento handicap) Silvia Cutrera e l’avvocata Lisa Noja.


Il titolo della tre giorni riecheggia quell’altra grande iniziativa milanese – “Da vicino nessuno è normale” – che dal 1996, sulla spinta della legge Basaglia, accoglie tutte le estati presso l’ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini dibattiti, spettacoli, performances. La prossima settimana si parlerà anche di sport, di paraolimpiadi con molti campioni presenti, nonché dell’irrinviabilità di un diverso sistema di welfare (con Tito Boeri), di stereotipi che feriscono ed escludono con psicologi e psicoterapeute; e poi registi, storici, musicisti (Elio, senza Storie tese), scrittrici e scrittori (fra cui Simonetta Agnello Hornby). E tante giornaliste (e pure giornalisti sì) fra cui Elisabetta Soglio del Corriere della Sera che dirige Buone Notizie.


Inoltre, ARTE in Italiano, la piattaforma europea in streaming video gratuito del canale franco tedesco ARTE, partecipa al Festival dei Diritti Umani 2020 rendendo disponibili 3 documentari coprodotti sulla disabilità, eccezionalmente fruibili sia sulla piattaforma ARTE https://www.arte.tv/it/articles/da-vicino-nessuno-e-disabile che sul sito del Festival https://festivaldirittiumani.it/film-2020

 


 I 3 titoli sono:

 

- L’eloquenza dei sordi (regia di Laëtitia Moreau, anno 2017), la storia di Virginie, la prima donna francese affetta da sordità totale che è riuscita a diventare avvocato; 


- Le ballerine cieche di San Paolo (regia di Andrea Oster, anno 2019), reportage su Geyza Pereira, l’unica étoile cieca al mondo; 

- Lasciatemi amare! (regia di Stéphanie Pillonca, anno 2019), film su “Au nom de la danse” (Nel nome della danza), associazione no-profit nel sud della Francia, e sulla compagnia “Sixième Sense” (Sesto senso), che unisce interpreti normodotati e diversamente abili.