Le donne polacche hanno bisogno del nostro aiuto

Da una settimana in piazza contro la sentenza che ha dichiarato incostituzionale l’interruzione di gravidanza anche se il feto ha gravi malformazioni. Lettera delle associazioni femminili all'Europa

Il sit-in per la Bieolorussia davanti all'ambasciata romana, il 25 ottobre 2020

Il sit-in per la Bieolorussia davanti all'ambasciata romana, il 25 ottobre 2020

Redazione 30 ottobre 2020

Un appello firmato da decine di associazioni femminili e femministe (tra loro anche GiULiA giornaliste) e indirizzato al Parlamento e alla Commissione europea, alla Commissaria per i Diritti umani del Consiglio d’Europa e al Governo italiano, per chiedere riconoscimento e sostegno alle richieste delle donne polacche che da una settimana sono in piazza per protestare contro la sentenza che ha dichiarato incostituzionale l’interruzione di gravidanza anche in caso di gravi malformazioni del feto.

Ecco il testo:

Le donne polacche hanno bisogno del nostro aiuto!


L’aiuto di tutte le Istituzioni europee perché la situazione in Polonia sta precipitando.


Il 22 ottobre 2020 il Tribunale costituzionale polacco ha emesso una sentenza che ha dichiarato che l'aborto è contrario alla costituzione anche nei casi di gravi malformazioni del feto. Il provvedimento arriva nel clima diffuso di crescente ostilità verso le rivendicazioni di pari dignità sociale delle donne, accompagnato da una significativa riduzione delle più elementari garanzie dello stato di diritto. Tutto questo accade durante la seconda ondata dell’emergenza Covid-19, in un momento che rende ancora più difficile esprimere dissenso, a causa dell’impossibilità di spostarsi e incontrarsi delle cittadine e dei cittadini.


Nonostante ciò, le donne e gli uomini sono scesi pacificamente in piazza per protestare contro la violazione dei loro diritti, contro il divieto di aborto anche in caso di grave malformazione dei feti. Il governo polacco ha inviato la polizia per reprimere le proteste durante la marcia verso la casa del leader della maggioranza sovranista, il vice premier Jaroslaw Kaczynski, mentre il giorno successivo un altro corteo è stato sciolto con cariche e lacrimogeni. Incidenti si sono registrati in tutte le città del Paese.


Dal 2004 la Polonia è uno Stato membro dell’Unione europea e, come tale, vincolata dagli articoli 2 e 7 del Trattato sull’Unione europea al “rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze”, valori che “sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.


Il diritto a interrompere volontariamente la gravidanza è riconosciuto nella quasi totalità degli Stati membri dell’Unione europea secondo condizioni molto meno restrittive di quelle oramai previste in Polonia; in Italia, in particolare, una legge sull’interruzione volontaria della gravidanza esiste da 42 anni e, sebbene appaia ancora necessaria la piena garanzia della sua effettività, essa rappresenta un ormai irrinunciabile presidio di libertà e pari dignità sociale per le donne nel nostro Paese.


La condotta della Polonia in relazione al diritto all’interruzione volontaria della gravidanza e, più in generale, in relazione alla tenuta stessa della democrazia e dello stato di diritto, appare sempre più preoccupante e suscettibile di minare alla radice lo standard di protezione dei diritti umani fondamentali richiesto dalla comune appartenenza all’Unione europea.


Raccogliamo quindi l’appello urgente delle donne e degli uomini polacchi che chiedono aiuto all’Unione europea e facciamo nostre queste richieste ai vertici europei:



  • essere audite dal Parlamento europeo durante una sessione d'aula;

  • essere audite dalla Presidente della Commissione europea Ursula van der Leyen, con la finalità di giungere a una risoluzione dell'UE che condanni quanto sta avvenendo in Polonia;

  • sostegno internazionale nelle azioni di protesta;

  • disponibilità degli Stati membri ad accogliere nelle proprie strutture ospedaliere, facendosi anche carico di tutte le spese, le donne polacche a cui viene vietato di abortire;

  • sostegno economico alle associazioni per i diritti delle donne, per permettere loro di proseguire l'assistenza, anche legale;

  • risoluzione affinché i finanziamenti europei siano negati agli Stati membri che violano i diritti umani e dunque alla Polonia.


Chiediamo inoltre al Governo italiano di esprimere una netta condanna nei confronti delle dichiarazioni e delle misure adottate dal primo ministro polacco e di impegnarsi nell’ambito dei rapporti diplomatici bilaterali e all’interno delle istituzioni europee per garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali della UE in Polonia


 


Se non ora quando? - Coordinamento nazionale comitati


D.i.Re – Donne in rete contro la violenza


Casa internazionale delle donne


Rete dei Telefoni Rosa


Dalla stessa parte


One Billion Rising


Eve Ensler


CGIL – Politiche di genere


Rebel Network


ASSIST - Associazione nazionale atlete


Differenza donna


Michela Marzano


ProChoice RICA – Rete italiana contraccezione e aborto


Effe - Rivista femminista


Magistratura Democratica


Noi rete donne


BeFree Cooperativa


GiULiA Giornaliste


ARCI Nazionale


GenPol - Gender and Policy Insights


Politiche di genere e Coordinamento pari opportunità UIL


Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica


Soroptimist International d’Italia


Ladynomics


Donn'è - Ass. Promozione sociale


WOMEN – Women of the Mediterranean and Eastern Europe Network


Time for Equality


Scosse – Soluzioni comunicative studi servizi editoriali


Museo donne Merano


AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo


UDI – Unione donne in Italia


IF – Iniziativa femminista


Alessio Miceli, Alberto Leiss, Mario Simoncini, Domenico Matarozzo , Stefano Ciccone – Maschile Plurale


Le sconfinate


AOI – Associazione ONG italiane


Rete per la parità APS


Commissione Provinciale Pari Opportunità - Bolzano / Beirat für Chancengleichheit Bozen


Estia


Fondazione Emma Carelli


Road to 50%


CPO UsiGRAI


Vita di donna


Certi diritti


DonneInQuota


Le rose di Gertrude


Donne e c.


Comitato Dà voce al rispetto


Redazione Gaynews.it


NoiDonne


DonneXDiritti


Comitato Arcigay Agorà – Pesaro e Urbino


Le Nove


ALEF – Associazione Leadership e Empowerment Femminile


ASSOLEI


Donne in rete per la rivoluzione gentile


Falena Blu


Rose Rosse APS


Intersexioni


Vox-Diritti


Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche


#datecivoce


Ass. Diritti d’autore


EWMD - Delegazione di Roma APS


Donne per la difesa della società civile


Le nove


Agedo Marche


Polis aperta


Luminaria Palermo


Femminile Maschile Plurale APS


Giuristi Democratici Torino


Femministerie


CCM Comitato Collaborazione Medica


LAIGA - Libera Associazione Italiana Ginecologi per Applicazione legge 194


CGIL – Nuovi diritti


PWN Professional Women Network – Rome


Il giusto mezzo


EDGE – Excellence & Diversity by GLBT Executives


Diversity Lab


AMICA – Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto


Associazione Punto a Capo di Chivasso


Centro Elena Cornaro per i saperi, le culture e le politiche di genere dell'Università di Padova


International Feminists For A Gift Economy


Consulta di bioetica Onlus


Famiglie Arcobaleno


Gruppo Marija Gimbutas


Mirtille & Fragoline APS


CNDI – Consiglio Nazionale Donne Italiane


Donne in Rete


ARCI MIXed APS


Teatro dei Cinquequattrini


Arcigay


GIUdiT - Associazione Giuriste d’Italia


AllOut


Toponomastica femminile


Silvia Cutrera - Coordinatrice FISH Gruppo donne – Federazione italiana superamento handicap


Elisabetta Camussi – Università Milano Bicocca


Circolo Mario Mieli