Il Premio Airone di carta, istituito nel 2019, è dedicato a chi, attraverso il proprio lavoro, il proprio impegno o la propria testimonianza, ha saputo “volare oltre” stereotipi e discriminazioni, contribuendo concretamente alla promozione della libertà, della dignità e delle pari opportunità delle donne. Non celebra soltanto un risultato individuale, ma riconosce la capacità di generare un cambiamento culturale capace di coinvolgere l’intera comunità. La consegna avverrà il 13 settembre alle 21, al Teatro Verdi di Pordenone in occasione dell’evento che aprirà una serie di iniziative per il decennale della Carta di Pordenone all’interno delle manifestazioni per Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. La serata proseguirà con un concerto di Marina Rei, cantante e polistrumentista, da sempre attenta al mondo femminile.
L’assegnazione del premio – come è stato ricordato dagli esponenti del tavolo tecnico della Carta – rappresenta un attestato di stima per il lavoro svolto da GiULiA nel promuovere una cultura dell’informazione fondata sul rispetto, sulla responsabilità e sulla valorizzazione delle pari opportunità. Un impegno che si traduce nella diffusione di buone pratiche comunicative e nella sensibilizzazione sui temi dell’inclusione, della dignità della persona e del ruolo fondamentale delle parole nel cambiamento culturale. Il percorso di GiULiA – hanno aggiunto gli organizzatori – incarna pienamente questi valori. È stato ricordato ad esempio, come nel 2017 l’associazione abbia contribuito, insieme alle Commissioni Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, a Usigrai e al Sindacato dei Giornalisti del Veneto, alla stesura del Manifesto di Venezia, documento di riferimento per una corretta informazione sulla violenza maschile contro le donne e contro ogni forma di discriminazione. Accanto all’attività di advocacy e formazione, GiULiA ha dato vita a progetti di grande rilievo nazionale e internazionale, come il Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, il database 100esperte, nato per valorizzare le competenze femminili nei media e nei dibattiti pubblici, il network europeo delle banche dati di esperte ENWE (European Network of Women Experts), assiema alla rassegna stampa Sui generis.
Durante l’anno di Pordenone Capitale italiana della Cultura il percorso della Carta proseguirà con incontri e approfondimenti dedicati ai grandi temi della contemporaneità: il ruolo del mondo maschile nella costruzione della parità, i nuovi linguaggi digitali e le sfide poste dall’intelligenza artificiale. A chiudere questo cammino sarà, nell’ultima parte dell’anno la mostra “Una vita da scienziata”, ideata e realizzata da Fondazione Bracco, ospitata al Museo civico di Storia Naturale “Silvia Zenari”, che prende spunto proprio dal progetto 100esperte, ideato da GiULiA, dall’Osservatorio di Pavia e sviluppato con Fondazione Bracco grazie al supporto della Commissione Europea, Rappresentanza in Italia. Attraverso testimonianze e ritratti d’autore – a cura del fotografo Gerald Bruneau – l’esposizione racconterà il talento, le competenze e i percorsi professionali di grandi scienziate italiane parte del progetto #100esperte (100esperte.it), nato per dare visibilità alle esperte nei media e superare gli stereotipi di genere che ancora limitano la rappresentazione delle donne in settori strategici del sapere.
Carta di Pordenone
Il Protocollo sulla rappresentazione di genere nei media è nato nel 2015 da un’alleanza tra istituzioni, mondo dell’informazione e realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere, promosso dal Comune di Pordenone (Assessorato e Commissione Pari Opportunità), dall’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, da Assostampa FVG, dal Circolo della Stampa di Pordenone, dalla Consigliera di Parità di Area Vasta di Pordenone, dall’Associazione Voce Donna – Centro Antiviolenza e dal Teatro Comunale Giuseppe Verdi. Negli anni è diventato un modello seguito anche in altri territori e sottoscritto da oltre 60 realtà nazionali.