Il Cairo, 11 nov 2012 – Dopo la televisione di Stato, anche la compagnia di bandiera egiziana si deve adeguare ai tempi dominati, sempre con più pervasività, da forze islamiche: via, dunque, il divieto per le hostess di indossare il velo islamico a bordo degli aerei, caldeggiato dalle stesse dipendenti.
Il bando all’hijab era stato applicato rigorosamente durante il regime di Hosni Mubarak e valeva anche per le presentatrici e le giornaliste televisive. Il 2 settembre scorso e” comparsa in video la prima conduttrice di tg velata. Oggi i passeggeri in partenza dal Cairo con destinazione altre capitali arabe sono stati accolti a bordo da hostess velate, per la prima volta dalla nascita di Egyptair nel 1932. Difficile da credersi ma le cronache raccontano che, al superamento del divieto si e” arrivati dopo manifestazioni e anche uno sciopero del personale di bordo a fine estate, quando, oltre a chiedere un aumento dello stipendio, le hostess hanno rivendicato l’uso del velo islamico che copre capelli e spalle, e gli steward il permesso di farsi crescere la barba islamica. Una richiesta analoga è stata avanzata a più riprese dagli ufficiali di polizia che, come gli steward di Egyptair, per il momento non hanno avuto soddisfazione. ”Nessuna hostess sarà costretta ad indossare il velo”, ha precisato il vicepresidente della compagnia, Abdelaziz Fadel, spiegando che Egyptair sta adesso studiano la nuova uniforme. ”Una volta che avremo definito il design, sarà possibile indossarlo sui voli per tutte le destinazioni”, ha spiegato.
La prima assoluta del velo a bordo è stata su un volo di Egyptair verso Gedda e Medina, una delle città sante dell’Islam, entrambe in Arabia saudita. Ora saranno circa trecento le hostess che decideranno di usare il velo, delle 900 che viaggiano sugli aerei di Egyptair. Le sostenitrici dell’hijab hanno espresso grande soddisfazione per la fine del bando, ricordando che alcune di loro hanno lasciato questo lavoro vista l’impossibilità di coprirsi il capo in servizio. L’uso dell’hijab, già molto diffuso anche prima della rivoluzione egiziana e dell’avvento al potere delle forze islamiche, è diventato ormai praticamente onnipresente. Si vedono sempre di più anche i niqab, i veli islamici neri che lasciano scoperti solo gli occhi. Durante la manifestazione dei salafiti ieri, a piazza Tahrir, circolavano volantini con le istruzioni per le donne su come indossare il niqab secondo i dettami religiosi, con tanto di spiegazioni e disegno.
Nota a margine. Il professore Gabriele Mandel, nella traduzione del Corano da egli curato, spiega che l’obbligo di coprire la testa ed il volto, preteso da alcuni integralisti, non sussiste in quanto si tratta di un’usanza pre-islamica. Nel 1930 lo studioso tunisino Tahar Haddad pubblicò un trattato dove spiegava che nel Corano non vi è alcun obbligo esplicito per le donne di portare il velo e non vi è accordo unanime tra gli studiosi di scienze religiose. Differente invece la posizione di Hassan al-Banna, fondatore dei Fratelli Musulmani in Egitto e – come dimostrano i vari adeguamenti – convinto sostenitore del velo.