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Corea del Sud, Park Geun-hee prima presidente del paese

'Vittoria al foto-finish per la figlia dell''ex dittatore che però abbatte il muro della discriminazione sessuale in uno dei Paesi industrializzati più maschilisti del mondo. '

Corea del Sud, Park Geun-hee prima presidente del paese

Redazione

20 Dicembre 2012 - 01.26


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‘Il vento conservatore soffia sull”Asia e tre giorni dopo aver sconvolto il Giappone raggiunge anche Seul. Per la prima volta una donna diventa così presidente della Corea del Sud e abbatte il muro della discriminazione sessuale in uno dei Paesi industrializzati più maschilisti del mondo. Ma Park Geun-hee, che ha vinto le elezioni al fotofinish con il 51,6% dei voti, non riscatta solo secoli di potere in esclusiva agli uomini. Riabilita prima di tutto se stessa e la sua storia, diventando la prima leader eletta di una democrazia con un passato al vertice di una dittatura.

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La lunga marcia dunque si e” conclusa: dopo 33 anni Park Geun-hye, la figlia più grande del controverso presidente Park Chung-hee che prese il potere nel 1961 dopo un golpe, farà il suo ritorno alla Blue House, la residenza ufficiale, come prima donna presidente frantumando un tabù in una società a forte impronta confuciana e maschilista. Una vittoria, quella riportata dalla candidata conservatrice del Saenuri Party contro il democratico Moon Jae-in (51,6% a 48%, con lo spoglio pressoché ultimato), fortemente voluta già con il superamento delle resistenze nel proprio schieramento al momento della nomination della scorsa estate grazie al carattere determinato che le è valso il soprannome di Lady di ferro. “E” stata una dura battaglia – ha detto ai suoi sostenitori in festa mentre sventolavano nel gelo di Seul la sciarpa rossa, segno ideale di collegamento tra leader e suo popolo. “Una vittoria – ha aggiunto commossa – riportata dalla speranza della gente per battere la crisi e tornare alla crescita economica. Ho promesso di essere una presidente dei bisogni della gente, che mantiene le sue promesse e che lavora con grande unità”.

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Park, 60 anni, ha dovuto indossare poco più che ventenne i panni di first lady a seguito della morte della madre avvenuta nel 1974, vittima di un attentato che avrebbe dovuto colpire il padre, ucciso invece nel 1979. Single e senza figli, non si è mai voluta sposare: in campagna elettorale ha assicurato di puntare, nei cinque anni del mandato, ad “amministrare insieme al popolo” con lo stesso sentimento di una madre verso l”intera nazione e dedicando ””tutta la sua vita al Paese””. A febbraio si insedierà alla Blue House sostituendo il presidente uscente, il conservatore Lee Myung-bak, e avrà già di fronte a sé sfide impegnative: le consuete turbolenze con la Corea del Nord, che ha testato con successo un razzo/satellite e verso cui ha anticipato di ””voler trovare comunque una forma di dialogo””, la ripresa del dialogo col Giappone dopo lo scontro sulla sovranità delle isole Dokdo/Takeshima e un Paese in forte affanno per la crisi economica globale con tassi di crescita annuali scesi al 2%, dal 5,5% medio degli ultimi decenni. L”economia basata sull”export ha subìto un rallentamento sollecitando la richiesta di equità sociale, col riequilibrio degli alti costi dell”educazione e la disoccupazione, fonte della pericolosa impennata del debito delle famiglie.

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L”eredità di suo padre, che ha governato col pugno di ferro per quasi un ventennio risollevando la Corea del Sud dalla rovine della guerra del 1950-53 fino al rango di potenza industriale, divide ancora i coreani. Per molti, Park dovrà lavorare per sanare le vecchie ferite e avviare una complessa riconciliazione malgrado le accuse contro un ””dittatore che ha calpestato i diritti umani e soffocato il dissenso””. Favorevole agli accordi di libero scambio, la presidente ha affermato di ””voler contrastare”” i chaebol, lo strapotere di condizionamento dei grandi gruppi sullo Stato: Samsung, ad esempio, ha un fatturato pari al 20% circa del Pil sudcoreano. Troppo per non creare condizionamenti e commistioni.

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